Camerun. Un gruppo ribelle accoglie l’appello ONU per la tregua

(DIRE) Roma, 27 Mar. – Una delle milizie separatiste anglofone attive nel nord-ovest del Camerun ha deciso di sospendere le ostilita’ contro il governo centrale di Yaounde’ per 14 giorni, in modo tale da permettere alle autorita’ di fare i test per diagnosticare il Covid-19 nell’area. I casi confermati a oggi nel Paese sono 88. Sentito dal quotidiano locale ‘Journal de Camerun’, Ebenezer Akwanga, capo del Southern Cameroons Defence Forces (Socadef), questo il nome del gruppo armato, ha sottolineato di aver indetto la tregua in risposta all’appello delle Nazioni Unite a un cessate al fuoco globale durante la pandemia da nuovo coronavirus. A oggi il suo e’ l’unico movimento a essersi pronunciato sulla sospensione del conflitto. Il maggiore dei gruppi ribelli della zona anglofona del Paese infatti, le Ambazonia Defence Forces (Adf), non ha ancora dato indicazioni rispetto a un suo eventuale coinvolgimento nella tregua. Alexandre Liebeskind, che sta gestendo la mediazione tra ribelli e governo per conto del Centre for Humanitarian Dialogue, ha detto all’emittente britannica Bbc che il gruppo e’ “l’unico che ha rifiutato di prendere parte alle trattative”, ma che altri “seguiranno l’esempio del Socadef”. Intanto e’ arrivato anche il plauso delle Nazioni Unite. Attraverso una nota il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha fatto sapere di “aver accolto con favore la tregua” proposta dai ribelli e di augurarsi che “altri gruppi armati facciano lo stesso”. Le regione anglofone lamentano da tempo discriminazioni da parte della maggioranza francofona, rappresentata dal governo di Paul Biya, e da circa tre anni hanno ingaggiato un conflitto con l’esercito regolare con l’obiettivo di ottenere l’indipendenza da Yaounde. Stando ai dati delle Nazioni Unite, nelle ostilita’ hanno perso la vita almeno 3.000 persone, mentre sono oltre 700.000 quelle che sono state costrette a lasciare le loro case. (Est/Dire)

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