Italia-Giappone. Esperti: eruzione monte Fuji su Tokio sarebbe devastante

Grande area metropolitana smetterebbe di funzionare in poche ore

Foto di kimura2 da Pixabay

(DIRE) Tokyo, 2 Aprile – Un panel di ricercatori ed esperti coordinato dal Consiglio centrale di gestione delle catastrofi naturali, voluto dal governo per la prima volta nella storia moderna, ha diffuso pubblicamente le sue stime riguardo all’impatto che avrebbe una eruzione del Monte Fuji sulla vita di Tokyo. Le preoccupanti conclusioni mettono in guardia le autorita’ sul fatto che “la grande area metropolitana di Tokyo smetterebbe di funzionare entro poche ore da una eruzione del Monte Fuji. L’impatto sulla vita quotidiana sarebbe devastante: trasporti paralizzati, strade inutilizzabili e nessuna energia, solo per cominciare. Anche le consegne di cibo e la produzione industriale si fermerebbero, anche nel caso di piccoli volumi di cenere vulcanica”. La simulazione avrebbe stato stimato che almeno 490 milioni di metri cubi di cenere vulcanica dovrebbero essere rimossi dalla grande area metropolitana di Tokyo, ovvero circa 10 volte la quantita’ di detriti eliminati in seguito al terremoto del 2011 e al disastro dello tsunami. Gli effetti sulla vita quotidiana sarebbero devastanti anche con bassi livelli di cenere vulcanica. Se piovesse, 3 cm di cenere sulle strade le renderebbe impraticabili per tutti i veicoli. Anche con solo 0,5 cm si verificherebbero enormi blocchi di traffico a causa della scarsa visibilita’, annullamento dei trasporti aerei, terrestri e marittimi e una interruzione totale dell’energia elettrica. Anche l’approvvigionamento idrico potrebbe essere influenzato dalle impurita’ dovute alle emissioni vulcaniche. Le case di legno potrebbero crollare se piu’ di 30 cm di cenere vulcanica si accumulassero sui tetti durante la pioggia. Nonostante il Monte Fuji non mostri attualmente alcun segnale di pericolo evidente, tuttavia il rapporto del comitato si conclude con un serio invito alle autorita’ affinche’ vengano prese misure cautelative importanti e si lavori su un piano di evacuazione per i casi di emergenza. (Jief/Dire)

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