Cagliari, la città regina della Sardegna - Ilmetropolitano.it

Cagliari, la città regina della Sardegna

Cagliari Panorama da Terrazza Umberto I
Cagliari Palazzo del Vicere

di Antonio Virduci – “La grande bellezza di Cagliari è nella baia dei famosi tramonti, tutta promontori e seni e repentini cambiamenti di prospettiva. Dominata da una curiosa Sella del Diavolo, il cui nome contrasta con quello complessivo di Baia degli Angeli, essa ricorda in proporzioni minori la baia di Rio de Janeiro, per le sue coste frastagliate dove si alternano la duna, la salina e la roccia”.
🌿Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957🌿

✔️E’ proprio vero. La Sardegna fa mondo a se e chi la tocca per la prima volta, come accade a noi appena giunti qui, tutto sembra mai visto, a partire dal colore delle montagne intorno, per non parlare delle sfumature sul mare davanti ai nostri occhi. La visita di Cagliari, poi, ci mette di buonumore, perché è una città assolutamente da vedere e conoscere nel miglior modo possibile, spettacolare nella sua collocazione e caratterizzata da una serie di stagni che le gira intorno, e con dei promontori e baie che la fanno apparire, a momenti, una sorta di città del Sudamerica .

✔️Luglio avanzato, fa molto caldo, c’è tanta gente in giro, una nave della Costa Crociere sosta nel porto, mentre la gran parte dei cagliaritani è a fare il bagno al Poetto, per tutti loro la spiaggia principe a sud-est della città, mentre i turisti scorazzano nei meandri della città vecchia, nel “Casteddu” insomma, così come viene chiamato ancora oggi il nucleo originario della città, fatto di torri, archi, bottegucce e viuzze, su in alto. A ben pensarci, Cagliari è sì una città di mare, però senza eccessivo entusiasmo per quest’ultimo, retaggio forse del lontano e tormentato passato, quando dal mare venivano spesso i dominatori.

✔️Che furono vari, a ben pensarci. Fenici, Cartaginesi, Romani, ci sono tutti nel libro del passato di Cagliari. E poi le gloriose repubbliche marinare, Genova prima e soprattutto Pisa dopo, e poi ancora spagnoli e piemontesi. Invasa da molti, ma a tutti estranea, la terra di Sardegna e Cagliari in particolare. Per i Fenici (VIII sec. a.C.) fu solo uno scalo marittimo, ma fu con i Cartaginesi che venne insediato il primo vero nucleo abitativo di Karalis. Danneggiata dai Vandali, risorse ad opera dei Romani, poi con Pisa l’impronta più importante. Nel 1217, sotto i toscani, si avviò l’opera di fortificazione della città, ancora oggi ben evidente nelle mura e nelle torri del quartiere Castello. La piazzaforte pisana resistette fino al 1326, anno di inizio del lungo dominio feudale aragonese, sotto il quale Cagliari divenne uno dei porti principali per l’aggressiva politica mediterranea della corona spagnola, culminate nel 1535 con la spedizione di Carlo V contro Tunisi. Fedelissima ai Savoia, dopo una breve occupazione austriaca, nel 1720 comincia la storia italiana di Cagliari e dell’isola. La città respinse la potente flotta francese nel 1793 e quindi ospitò la corte reale sabauda, costretta a fuggire in fretta e furia da Torino, sino alla caduta di Napoleone.
Gradualmente, la popolazione locale si conquistò il diritto a partecipare alla vita politica sotto Carlo Felice e Carlo Alberto, con quest’ultimo che nel 1847 concesse la “perfetta fusione” dell’isola con il Piemonte. Caddero così le barriere doganali e la carica di viceré, mentre nell’isola venivano adottati gli stessi codici civili e penali degli stati sabaudi di terra.

✔️Con l’uscita dallo status di colonia piemontese, intorno al 1860, venne abbattuta la cinta bastionata che abbracciava il quartiere di Stampace (i cui abitanti erano detti in passato “cuccuru cottu”, teste dure), Marina e Villanova, consentendo così lo sviluppo della città borghese oltre i suoi confini storici e l’apertura di grandi viali alberati, come Viale Trieste, via Roma e via Sonnino. Gravissimi furono i danni subiti da Cagliari nel corso dell’ultima guerra, ma la ricostruzione fu rapida.

✔️E siamo ad oggi, dove con i suoi poco più di 150.000 abitanti, Cagliari resta essenzialmente legata alle attività commerciali e al terziario, terminale naturale tra l’altro di due tra i principali flussi economici dell’isola, in special modo del passato: quello con il Campidano per la produzione agricola e l’altro con il Sulcis-Iglesiente , per la produzione mineraria. Non più quattro quartieri distinti che un tempo definivano le quattro anime della città, ma un’unica città moderna che il turismo sta affinando.

✔️IL PUNTO DI PARTENZA

Cagliari House Boat

Soggiorniamo in acqua, in una parte della darsena turistica nel porto cittadino che un lungimirante imprenditore cagliaritano ha trasformato in “house-boat”, alloggio va detto, molto carino e abbastanza comodo, di sicuro originale, sull’esempio di quanto avviene ad esempio ad Amsterdam. Due passi e sei in pieno centro, perché possiamo dire che la parte centrale della città è separata dal mare da una fascia suddivisa in tre strisce parallele: la banchina del porto, un largo viale ed infine l’elegante e spaziosa via Roma, a portici, al termine della quale si trova la stazione ferroviaria, preceduta dall’ampia e verde piazza Matteotti. Siamo giunti oramai in prossimità della vecchia Karalis, o Caralis che dir si voglia, che alcuni come termine ritengono far risalire alla parola cara, che significa pietra, pietraia. E fu appunto nelle pietre calcaree dei rilievi dal porto che s’innalzano verso l’entroterra che prese forma il primo nucleo della città. Il quartiere del Casteddu dove ci stiamo addentrando è quindi un’antica rocca fortificata che per secoli ha espresso l’anima aristocratica e amministrativa del capoluogo. Ci dotiamo di una bottiglia di Ichnusa a testa per iniziare il nostro giro e si parte.

I PORTICI DI VIA ROMA
✔Camminiamo nella elegantissima via dello struscio cagliaritano. Siamo all’ombra, i negozi sono in pine estasi da saldi e fra poco inizierà la nostra incursione nella cuore della vecchia Cagliari. Dove siamo adesso sorgevano un tempo i baluardi pisani e spagnoli prospicienti il porto che furono abbattuti nell’Ottocento per far posto a questa sorta di lungomare porticato, teatro delle passeggiate delle famiglie cagliaritane. Di fronte a via Roma,infatti, si apre il porto, ragione di vita della città fin dal tempo dei Fenici, e diviso nei bacini di levante e ponente. Oggi movimenta circa 30 milioni di tonnellate di merci. I passeggeri che vi transitano sono circa mezzo milione l’anno. Lungo la via Roma spicca imperioso il palazzo della Rinascente, che aprì i battenti nell’isola nel lontano 1931. Fu davvero un avvenimento per quell’epoca l’apertura dei grandi magazzini il cui nome era stato coniato qualche anno prima dal Vate, Gabriele D’Annunzio. Oggi la Rinascente è ancora lì e all’ultimo piano c’è la Food Hall dove è possibile mangiare e ammirare al contempo la bellezza del Golfo di Cagliari.

O CHE BEL BASTIONE…
✔Svoltato a sinistra da Via Roma verso l’ampio viale dedicato alla regina sabauda Margherita, una leggera salita ci porta nella centralissima Piazza della Costituzione. Davanti ai nostri occhi si erge il Bastione di Saint-Remy che costituisce uno dei complessi monumentali di maggior pregio della città. Costruito sulle antiche cortine difensive del circuito fortificato della città medievale, il suo nome ha origine dal primo Vicerè Piemontese, il Barone di Saint-Remy. La passeggiata coperta e la maestosa terrazza Umberto I (luogo imperdibile per ammirare la vista della città), furono progettate nel 1896 da Giuseppe Costa e Fulgenzio Setti. L’imponente struttura, realizzata in stile classicheggiante e composta da colonne in calcare di colore bianco e giallo con capitelli in stile corinzio, venne inaugurata nel 1901. Nel 1943, la scalinata a doppia rampa e l’arco di trionfo furono gravemente danneggiati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale; tuttavia, qualche tempo dopo, le parti distrutte vennero fedelmente ricostruite. Durante il corso degli anni, gli ampi spazi della passeggiata coperta furono adibiti a molteplici utilizzi. Inizialmente utilizzata come sala banchetti, in epoca bellica divenne un’infermeria e successivamente rifugio per gli sfollati durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1948 ospitò la prima edizione della Fiera Internazionale della Sardegna. Gli amanti del cinema d’autore ricorderanno gli attori Gabriele Ferzetti e Catherine Spaak in una delle scene del film La Calda Vita, datato 1963 e diretto da Florestano Vancini, ambientate proprio nella terrazza. Siamo sulla terrazza Umberto I e Cagliari è sotto di noi: la vista spazia sui rioni di Villanova, Stampace e Marina, ma anche sul porto e sullo stagno di Molentagiurs. Imperdibile una sosta qui al tramonto. Si prosegue la risalita nel quartiere scrigno dei tesori monumentali della città.

LA CATTEDRALE DI S.MARIA

Cagliari la Cattedrale

✔️Arriviamo alla cattedrale. La più importante chiesa di Cagliari è intitolata a Santa Maria, e sorse in forme romanico-pisane tra il Duecento e il Trecento, ma poi fu radicalmente modificata in età barocca. Sul lato sinistro si trova la torre campanaria del XIII secolo. L’interno è ricco di opere d’arte; la più celebre di esse è l’ambone, qui suddiviso in due pulpiti. Accanto al Duomo, sorgono il conservatorio di musica, il palazzo arcivescovile ed il settecentesco palazzo del governo, già residenza dei viceré.
Palazzo Viceregio.
E’ posto di lato alla Cattedrale. L’impianto catalano della residenza del viceré, spagnolo prima e sabaudo poi, fu modificato in stile neoclassico dai piemontesi: la facciata dell’edificio, oggi sede della Prefettura, è scandita da una lunga successione di paraste, interrotti a metà da un portone archivatrato.
La Cittadella dei Musei
Arrivati in Piazza Indipendenza, negli spazi a monte del Casteddu, un tempo sede dell’Arsenale, si trova questa serie di musei, tutti molto interessanti. Di questi, però, il Museo Archeologico Nazionale è il più importante di tutti gli altri e della Sardegna intera oseremmo dire, e ospita numerose testimonianze delle culture che si sono succedute nell’isola, dall’età neolitica al periodo alto medievale. La collezione di maggior interesse, è quella dedicata alla civiltà nuragica di cui si possono ammirare i celebri bronzetti. Realizzati dall’XI al VI secolo a.C., costituiscono la testimonianza artistica più interessante della preistoria sarda. Le statuine, realizzate con il metodo della cera persa, esprimono il senso di religiosità e propongono tutte le componenti della società, dei ceti emergenti alle classi subalterni: capi tribù, guerrieri, madre pastori dei voti che offrono animali o messi, oppure esseri soprannaturali con quattro occhi e quattro braccia.

LE TORRI
✔️Delle quattro torri erette dei pisani come compimento dell’opera di fortificazione di castello, rimangono la torre di San Pancrazio e la torre dell’Elefante, dei primi del trecento. Quest’ultima è così chiamata per il piccolo elefante in marmo posto su una mensola, a circa 10 m di altezza, sul lato che guarda via dell’università. Noi troviamo purtroppo il monumento in corso di restauro.

TORRE DI SAN PANCRAZIO
✔️L’ultimo tratto del viale regina Elena, noto con il nome di <<de sa Avanzada>>, conduce, attraverso l’omonima porta, alla piccola piazza Arsenale, sulla quale incombe l’amore della torre di San Pancrazio, eretta nel 1305 dal maestro cagliaritano Giovanni Capula, peno difensivo delle strutture fortificate pisane. E, come l’altra torre superstite, detta dell’Elefante.

👋 ARRIVEDERCI CAGLIARI
✔️Mentre lasciamo a malincuore Cagliari, sfioriamo il quartiere del calcio, che è quello del S.Elia, dove notiamo il vecchio stadio in via di demolizione. Qui si giocarono i mondiali del ’90, ora accanto alle rovine del vecchio impianto che ai tempi d’oro poteva contenere 60.000 spettatori, ce n’è uno accanto che pare un campo da tennis. Pare che presto tutto ritornerà ai fasti di un tempo.

 

fonte  –  https://www.facebook.com/169806656994310/posts/560991541209151/?d=n

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