Emergenza covid-19. Bognoni: “Oggi più che mai, non possiamo lasciare solo nessuno!”

Il Banco Alimentare come sta gestendo quest’emergenza sanitaria che sta mettendo a dura prova i ceti più deboli economicamente e ogni tipo di attività?

“L’eccezionalità della sfida di Covid 19 e le attuali misure di contenimento della diffusione del virus, stanno mettendo a dura prova l’attività della rete Banco Alimentare delle tante Strutture Caritative convenzionate (mense, centri accoglienza, centri di ascolto Caritas, Empori…). Si deve vigilare per l’osservanza delle norme igienico/sanitarie, soprattutto per il rispetto e l’attenzione dovuta alle persone, il bene della salute viene prima, ma sappiamo che non bisogna dimenticare chi è in difficoltà. Già mensilmente, la sede di Reggio Calabria del Banco Alimentare della Calabria, una delle tenti sedi regionali dell’omonima Fondazione, attraverso 160 strutture convenzionate (Emporio della Solidarietà Genezareth, Mense della Parrocchia del Divino Soccorso e di San Francesco, Nuova Solidarietà, Conferenze di san Vincenzo, Progetto Amico, solo per citarne alcune) consegna prodotti alimentari a circa 44.000 persone. In quest’ultimo periodo è stato avviato un percorso di collaborazione con i servizi sociali del Comune di RC, la Protezione Civile, la Caritas, la CRI e tante altre realtà del mondo del volontariato per affrontare questa emergenza, anche attraverso l’iniziativa delle “ spesa sospesa”. Esprimo il mio grazie a tutti gli operatori commerciali che vi hanno aderito.

Sono aumentate le famiglie, rispetto a quelle che già gestite, che in questo momento di crisi hanno bisogno di aiuto da parte del Banco Alimentare? Ci può dare una stima?

Oggi più che mai, non possiamo lasciare solo nessuno! Le richieste di cibo sono aumentate di oltre il 30%. Si stanno affacciando nuove fasce di persone in difficoltà: chi ha l’attività artigianale o commerciale chiusa, chi svolgeva lavori saltuari, chi campava a chiamata. Nei giorni scorsi mi è capitato di portare i pacchi con gli alimenti ad una famiglia che a causa della chiusura dell’azienda per cui lavorava il capofamiglia, si trovava in difficoltà a comprare gli alimenti per i propri bambini. O arrivano richieste di questo tenore “Vi chiamo perché io e mia moglie ci troviamo in difficoltà. Da un anno mi arrangio con dei lavori saltuari e mia moglie faceva pulizie di casa, quando le capitava. Ora non possiamo uscire e siamo rimasti con pochi soldi. Riuscite ad aiutarci, per favore?” Oltre gli interventi ordinari, così come accennavo prima, in questi giorni ci siamo impegnati a preparare pacchi di alimenti, circa 500, alle famiglie segnalate dal COC di Reggio Calabria. Siamo intervenuti in aiuto dei circensi bloccati da giorni presso Saline, ed in altre realtà del nostro territorio in collaborazioni con le Protezioni Civili locali.

A fine Marzo avete avviato una campagna di raccolta fondi per permettere di recuperare e distribuire beni di prima necessità, come procede?

La campagna procede bene, tenuto conto di altre iniziative analoghe messe in campo da altre organizzazioni, alcune anche in favore del Banco. Mi riferisco alle squadre di calcio calabresi che militano nella Lega Pro, all’iniziativa dell’associazione Ulysses, del CRAL della Banca Monte dei Paschi di Siena di Reggio Calabria, di diversi club service. Accanto a queste le donazioni di dolci pasquali (da parte dell’UNICEF, APAR (Associazione Pasticceri Reggini) e dalla Farmacia Pellicanò dr Luciana) e di cibo dai punti McDonald’s e da altre aziende del settore. Anche la catena Splendidi e Splendenti ha avviato una raccolta di prodotti a favore del Banco Alimentare. Abbiamo bisogno di tutti: delle istituzioni, delle aziende, dei singoli perché ciascuno secondo le proprie disponibilità e responsabilità, faccia la sua parte perché non si interrompa la catena della solidarietà.

Permettetemi di ringraziare tutti i volontari che ci stanno aiutando, sia venendo presso la sede del Banco Alimentare, che si trova a Gallico, per la selezione e la preparazione dei pacchi, come i volontari di Ashiafatima e altri che vi partecipano a titolo personale, sia andando presso le famiglie per la consegna.

K.G.

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About the Author: Katia Germanò