CSTP, si torni alla normalità tutelando la salute dei cittadini - Ilmetropolitano.it

CSTP, si torni alla normalità tutelando la salute dei cittadini

Viviamo in un periodo difficile, caratterizzato da un fenomeno epidemico di dimensioni sovranazionali, che si declina sul territorio nazionale ed abbraccia più ambiti. Questa situazione ha reso necessario l’adozione di misure volte a garantire nei vari territori uniformità nell’attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale, europea e nazionale, tuttavia, è palese che in questo momento, l’incerto è diventata l’unica certezza. Negli ultimi giorni, la notizia di un probabile allentamento delle misure di “lockdown” hanno contribuito ad alimentare un diffuso disontieramento tra i cittadini per i quali è diventato sempre più difficile individuare “punti fermi” ai quali fare riferimento per poter orientare il proprio agire sia in ambito privato che pubblico. Le posizioni diverse assunte dai Presidenti di Regione, non hanno certamente contribuito a tranquillizzare una popolazione ormai sfinita sia dal punto di vista psicofisico, sia dal punto di vista economico. In Calabria, almeno fino ad oggi, grazie allo sforzo congiunto di operatori sanitari e buonsenso dei cittadini, si è riusciti a limitare il contagio, ed in quest’ottica  sono da condividere le decisioni assunte dal Presidente Santelli che, avendo la necessità di incrementare una compiuta azione di prevenzione, ha imposto la prosecuzione di ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica, individuando idonee precauzioni ed indirizzi operativi per fronteggiare in maniera opportuna, possibili situazioni di pregiudizio per la collettività. Sono recenti le Sue dichiarazioni in cui ribadisce la volontà di continuare a tener chiusi i confini della Calabria fino ai primi di Maggio , valutando poi il da farsi sempre nella prospettiva di tutelare la salute dei calabresi in primis, coniugandola però con la necessità di rimettere in moto l’economia; infatti con l’ordinanza n.32 del 17/04/2020. Il presidente Santelli, pur mantenendo le restrizioni sulle libertà personali, che comunque sono imposte dai vari  DPCM, apre ad  alcune attività come la manutenzione degli stabilimenti balneari, l’apertura dei laboratori di pasticceria nei giorni festivi, prima vietati, e offre la possibilità di spostarsi dal proprio Comune per lavorare negli orti. In Regione Calabria l’epidemia da Covid-19 è stata contenuta, i casi sono stati pochi e prontamente circoscritti, evitando cosi il temuto affollamento dei reparti di terapia intensiva che avrebbero portato  al collasso la nostra sanità non ancora adeguatamente preparata. Non a caso si è parlato anche a livello nazionale di “Modello Calabria”, regione nella quale si sono isolati i focolai chiudendo ben 15 piccoli comuni bloccandone sia l’ingresso che l’uscita. Siamo, oggi,  nella cosiddetta fase di plateau caratterizzata da una  stabilizzazione e da un rallentamento dei nuovi contagi e decessi , nella quale ognuno di noi si pone legittimamente delle domande sulle strategie sanitarie a medio-lungo termine, che devono essere messe in atto , soprattutto nella nostra Regione, per limitare i danni da COVID-19, in quanto la strategia a breve termine, basata soprattutto sulle misure di isolamento e di distanziamento sociale della popolazione, non può essere sostenibile per un periodo troppo duraturo. Il ruolo dei dati nelle decisioni politiche diventerà, quindi, sempre più necessario. Ma, cosa può essere fatto per permettere alle famiglie calabresi di poter riprendere a svolgere le proprie attività insicurezza e tranquillità, pur nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie previste per contrastare il contagio, quando non ci sarà più il lockdown? Dal punto di vista scientifico, sono tre i fattori che devono essere considerati per prevedere il futuro scenario a cui andremo incontro. Il primo, ovviamente, è l’isolamento individuale e il distanziamento sociale (oltre alle misure di igiene individuale). Il secondo tutto da valutare, è lo stabilirsi di immunità naturale verso COVID-19 in una parte importante della popolazione. Il terzo fattore, anch’esso da confermare, ma presumibilmente importante, è la stagionalità, che sappiamo valere per gli altri virus respiratori, compresi i coronavirus, che prediligono la stagione invernale. Dei tre, solo l’immunità naturale ci potrà proteggere contro il ritorno del virus – ma l’efficacia e la durata di questa immunità non è ancora nota e dovrà essere monitorata nel tempo. Per cui, al momento, non essendo disponibile un vaccino almeno parzialmente efficace contro SARS-CoV-2, l’unico modo per valutare come questi fattori hanno agito nel contenimento del numero dei contagi è quello di campionare in modo statisticamente rilevante la popolazione regionale, per valutare sia lo stato dell’infezione attiva, tramite tamponi diagnostici (che ricercano il virus nella saliva), che lo stato di immunità della popolazione, tramite analisi sierologiche grazie a test validati per la presenza di anticorpi specifici. Questo perché nel prossimo futuro, quando cesseranno queste restrizioni, sarà fondamentale per la Calabria continuare a presidiare il territorio con l’identificazione rapida (24-36 ore ) dei i casi sospetti al fine di circoscrivere i focolai, e quindi porre in essere tutte le azioni di contenimento necessarie. Certamente non raggiungeremo i casi zero a breve, e probabilmente il virus continuerà a circolare, anche se in maniera minore. Dovremo quindi imparare a conviverci. Da un lato quindi le Istituzioni che hanno il compito di dettare le regole, dall’ altra i cittadini che hanno il dovere di essere disciplinati e rigorosi nell’osservarle. Riteniamo che questo sia un ragionevole percorso, durante il forzato periodo di convivenza con il coronavirus, che ci possa accompagnare al ritorno alla normalità, percorso che, speriamo, sarà quanto prima interrotto dall’arrivo di un vaccino.” Della vita non bisogna temere nulla. Bisogna solo capire. “cosi scriveva Marie Curie e mai, come adesso questa frase sembra attuale.

Dott.ssa Vittoria Borzumati

Centro Studi Tradizione Partecipazione

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