Il riscatto dei più deboli ..!

…forse è arrivato per attivare una sorta di fermoimmagine sulla situazione socioeconomica mondiale

Mi riferisco ovviamente a questa immane tragedia che sta umiliando il mondo assuefatto alle scoperte, ai luminari, alle tecnologie, agli armamenti e alle rassicuranti previsioni. Insomma sto parlando della pandemia dovuta al contagio con il Covid-19. Sto alludendo al fatto che ha sorpreso tutti mentre eravamo intenti su tutt’altri interessi. C’era chi attaccava e chi si difendeva, chi si arricchiva e chi diventava sempre più povero, chi pregava e chi se ne infischiava, chi si drogava e chi si curava, chi viveva e chi moriva, chi amava e chi odiava. Poi il 31 gennaio o giù di li ci hanno detto che sarebbe successo il Pan..demonio. Come nelle migliori tradizioni calcistiche, il momento fondamentale della gara viene rivisto alla moviola, fermoimmagine ed avanti pian piano, fotogramma per fotogramma. La visione che ne viene fuori è drammatica perché crolla tutto cio’ che si era costruito e che si pensava fosse indistruttibile. Ancora piu’ tragico se con la mente torniamo indietro e ripartiamo con i ricordi dell’accaduto. Ma alla fine questo è successo e nonostante le enormi difficoltà che ci sono piovute addosso, abbiamo il dovere di rimboccarci le maniche e ripartire, ricostruire per noi ma soprattutto per i nostri figli e per chi verrà dopo. In Italia la situazione sembra tra le più gravi d’Europa, soprattutto se si prende in considerazione che la zona più colpita da questo oscuro ed invisibile nemico è stata proprio la zona più attrezzata della Nazione. Quella dove c’era il miglior modello di sanità, le più grandi risorse economiche, eppure non è servito a nulla. I contagi a migliaia si sono diffusi neanche fosse l’Africa nera e povera, i morti trasportati in gran numero con i mezzi militari con destinazione cremazione, in solitudine senza neppure l’ultimo saluto dei familiari. I sanitari, anche loro morti a decine e centinaia, anche loro che erano considerati fino a pochi giorni prima una specie di macchine di scienza perfetti immuni dall’errore, figuriamoci se si fosse mai potuto prevedere il loro stesso contagio, la falla del loro sistema di sicurezza e prevenzione. E se mai fosse successo li neanche pensare a cosa sarebbe potuto succedere nel profondo Sud, in un ospedale, per esempio della Piana di Gioia Tauro o peggio ancora di Melito Porto Salvo o di Locri, per capirci uno di quelli che da circa un anno appaiono a giorni alterni nei servizi delle trasmissioni televisive nazionali dedicate alla malasanità. Sarebbero venuti direttamente con le motopale per prendere i morti per strada. Nella realtà niente di tutto questo è successo e con perfetto ordine e tempismo si sono organizzati i centri triage davanti a tutti gli ospedali pubblici, sono stati allestiti gli spazi Covid all’interno degli Hub e previsti quelli negli ospedali Spoke e generali. Si sono allertati Medici di base e Guardie Mediche, istruito tutto il mondo dell’Emergenza, organizzate le ospedalizzazioni urgenti presso le strutture private convenzionate con preventiva verifica che non si fosse trattato comunque di Paziente Covid. In sintesi una perfetta organizzazione sanitaria in tempi di Emergenza Pandemica. Ma una domanda sorge spontanea, come è possibile che nel profondo Sud, dove manca tutto dal personale alle attrezzature, addirittura in taluni casi persino i protocolli d’intervento, sia stato possibile prevenire in modo così completo e così efficace??? La risposta, forse non piacerà a molti ma è semplice. Qui in CalAfrica, siamo abituati a lavorare con poco personale e con ancora meno attrezzature sanitarie, da noi l’Emergenza è la routine e quando si è sparsa la voce di una possibile pandemia, tutti hanno capito che qui non ci avrebbe aiutato nessuno, come è successo, le donazioni non sarebbero certo arrivate qui, gli ospedali in dieci giorni non sarebbero sorti sicuramente, visto che ne stiamo aspettando quattro da quasi dieci anni. Allora si è compreso subito che noi stessi saremmo stati l’aiuto sperato, il nostro buonsenso ci avrebbe salvato, la nostra tenacia sarebbe stata la linea guida e così è stato. Adesso siamo arrivati al “giro di Boa”. Da giorno quattro maggio si riapre, con calma, gradualmente si riapre. E’ qui che inizieranno per noi i problemi. Perche’ per fortuna siamo rimasti in vita, senza contagi, ma con un problema molto grande che da soli non potremo affrontare. L’economia Calabrese e Reggina in particolare è a pezzi e nel momento della ripartenza saremo come al solito soli, senza aiuti di Stato e soprattutto senza investitori privati. Da questa imminente situazione solo la ‘Ndrangheta potrà e saprà beneficiarne. Allora noi abbiamo un obbligo nei confronti nostri ma soprattutto nei confronti dei nostri figli. Dovremo essere vigili e attenti a non delegare a chicchessia la organizzazione della rinascita. Dovremo essere autori e sostenitori del nostro cambiamento. Nulla dovrà mai essere più come prima..!!

Dott. Saverio Laganà – Medico Specialista

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