'Ndrangheta, Reggio Calabria. Concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d'asta: notificato avviso di conclusione indagini a 19 persone tra cui noti imprenditori contigui alla cosca Condello e funzionari pubblici infedeli - Ilmetropolitano.it

‘Ndrangheta, Reggio Calabria. Concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta: notificato avviso di conclusione indagini a 19 persone tra cui noti imprenditori contigui alla cosca Condello e funzionari pubblici infedeli

Militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria, coordinati dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Giovanni Bombardieri, hanno notificato il provvedimento di “Avviso di conclusione delle indagini preliminari” – a firma del Sostituto Procuratore Dr.ssa Sara Amerio – emesso nei confronti di 19 persone indagate, a vario titolo, per i delitti – tra l’altro – di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, nonché intestazione fittizia – aggravati dal metodo mafioso – corruzione, reati ambientali e abuso d’ufficio.

Si tratta in particolare di: C.C.G. cl. ‘72, C.G.O. cl. ‘57, C.W.D. cl. ‘88, C.F. cl. ‘86, D’A.A. cl. ‘62, LC.V. cl. ‘46, L.C.W.S.L. cl. ‘49, M.D.A. cl. ‘65, M.G. cl. ‘70, M.D. cl. ‘83, M.D. cl. ‘76, N.A. cl. ‘61, N.R. cl. ‘62, P.G. cl. ‘59, R.A. cl. ‘83, S.M. cl. ‘80, S.F. cl. ‘70, T.G. cl. ‘82 e V.A. C. cl. ’69.

L’operazione di polizia – denominata “Rupes” – si fonda sulle risultanze delle indagini condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria, nei confronti di imprenditori “collusi” con esponenti delle cosche cittadine e pubblici ufficiali corrotti che, associandosi tra loro, hanno determinato favorevolmente – tra il 2009 e il 2013 – per imprese riconducibili a soggetti contigui alle famiglie Condello”, “Libri”, “Tegano”, nonché “Paviglianiti” di San Lorenzo (RC) e “Iamonte” di Melito di Porto Salvo (RC), gli esiti di diverse gare per lavori pubblici. Le risultanze investigative giunte alle conclusione, hanno confermato come, nel quartiere Nord di Reggio Calabria, la cosca “Condello” svolgesse un ruolo egemone nel condizionamento dell’economia locale, assicurandosi il controllo del territorio “di competenza” e delle attività economiche e produttive che ivi si svolgono, attraverso lo scambio di reciproci vantaggi con avviati imprenditori, l’utilizzo di qualificati “prestanomi” e la compiacenza di funzionari pubblici.

Coinvolti nelle indagini, e destinatari del 415 bis c.p.p., sono gli imprenditori LC.V. cl. ’46 amministratore dell’impresa Impianti e Costruzioni s.r.l.”, indagato per concorso esterno in associazione di tipo mafioso e C.C.G. cl. ’72, ritenuto referente della cosca “Chirico”, federata alla cosca “Condello” – egemone sul territorio di Gallico Marina, attualmente detenuto e imputato per il reato di associazione di tipo mafioso nel procedimento “Gotha” .

Secondo l’ipotesi accusatoria LC.V., avrebbe stretto un accordo di biunivoco interesse con C.C.G., il quale, grazie alla forza del vincolo associativo ‘ndranghetistico con la cosca “Chirico”, assicurava la risoluzione delle problematiche di natura intimidatoria e/o estorsiva quali – tra le altre – il danneggiamento di un escavatore e la “protezione” mafiosa rispetto al cantiere di Bova Marina, collocato in un diverso contesto territoriale di ‘ndrangheta. In cambio, LC.V. riservava le forniture di materie prime, l’estrazione e i trasporti di materiali, nonché l’assunzione delle maestranze, ad imprese individuate direttamente dal C.C.G., in funzione della contiguità – per talune – a cosche ‘ndranghetistiche, quali la ditta individuale M.P., la M.C. s.a.s. di D. M. & C., la D. e C. di C. V. . C.”, nonché C.C.N. (cugino dello stesso C.C.G.) e la E.C. di S.M. (per la cava di estrazione, di fatto riconducibile al coniuge S.F. e al socio M.G., indagati per intestazione fittizia).

Ancora, risultano contestate, allo stato, nell’avviso ex art. 415 bis notificato, le seguenti ipotesi di reato:

– alcune turbative d’asta aggravate dall’agevolazione della ‘ndrangheta, poste in essere dal citato LC. V. e da C. F., amministratori delle rispettive imprese “I. e C. s.r.l.” e “F. C. S.r.l.”; le predette società, una volta aggiudicatesi le individuate commesse pubbliche, subappaltavano l’esecuzione dei lavori ad imprese ritenute contigue alle cosche cittadine dei “Condello”, “Libri” e “Tegano”, nonché dei “Paviglianiti” di San Lorenzo (RC) e “Iamonte” di Melito di Porto Salvo (RC) – geneticamente prive dei requisiti per poter contrattare con la Pubblica Amministrazione – tra cui la “T. e M. T. di R.A.”, la “E. M. di V. A. C.”, la “F.V.S. S.r.l.” (di T.G.), la “Ditta individuale M.D.” e la “M.C. s.a.s. di M.D. & C.”;

  • la corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio di diversi funzionari in posizioni pubbliche strategiche per l’attività svolta dal LC. V. e dal C. C. G. Oltre all’Architetto M.D.A. dell’Ufficio Urbanistica, altri pubblici ufficiali sono rimasti coinvolti nelle indagini e ritenuti a “disposizione” del LC. in cambio di utilità personali diverse dal denaro (esecuzioni di lavori e/o forniture di materiali edili per le abitazioni private), e, in particolare, il di lui fratello LC.W. S. L., N.R. e N.A., tutti alle dipendenze del Provveditorato alle Opere Pubbliche della Sicilia e della Calabria, nonché da P.G., capo struttura del D.A., F. e F. della R.C.;
  • l’intestazione fittizia del noto bar pizzeria “Naos” sito a Gallico; in tale contesto, veniva accertato che C. C. G., proprietario di fatto e C.G.O. quale gestore del locale, attribuivano fittiziamente la titolarità del citato esercizio commerciale a C.W.D. al fine di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali;
  • l’illecita concorrenza con minaccia o violenza ad opera di C. C. G. il quale sarebbe intervenuto nell’interesse di D’A. A. al fine di dissuadere un imprenditore dal far proseguire i lavori di ristrutturazione di un locale commerciale ad altra ditta ingaggiata, in sostituzione dell’impresa del D’A., a seguito di inadempienze nei lavori.

L’attività di servizio in rassegna testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nel delicato settore del contrasto alle organizzazioni criminali di matrice ‘ndranghetistica, nonché alle proiezioni ed infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici e nell’economia legale in genere.

comunicato stampa – Comando Provinciale di Reggio Calabria della Guardia di Finanza

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