Napoli. Lavoratori spettacolo protestano con 10 minuti di silenzio

“Lettera a Conte e Franceschini, senza risposte pronti a sciopero”

(DIRE) Napoli, 22 Mag. – Se non otterranno risposte sono pronti a proclamare lo sciopero generale della categoria. Sono i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo che hanno deciso di riunirsi in centinaia oggi pomeriggio in piazza del Plebiscito, a Napoli, per manifestare con un flash-mob silenzioso dietro uno striscione con la scritta “Emergenza senza fine”. In piazza ci sono attori, musicisti, cantanti, ballerini, ma anche tecnici, facchini e tutti gli operatori che lavorano davanti o dietro le quinte. Tutti hanno manifestato restando in silenzio per dieci minuti dopo il via libera dato da un rullo di tamburo.
“Se non sara’ convocato un tavolo entro fine mese – dice Matteo Garofalo, direttore tecnico teatrale – iniziera’ una mobilitazione permanente. Le risorse messe in campo sono insufficienti e inutili. Abbiamo scritto una lettera al premier Giuseppe Conte e al ministro Dario Franceschini. Vogliamo risposte: lo spettacolo non si fa con le dirette sui social, ma direttamente con il pubblico, nelle piazze, nei teatri e sui palcoscenici”. “Il governo – sottolinea Francesco Rispoli, elettricista teatrale – ha trovato la scusa della riapertura il 15 giugno dei teatri e in questo modo cerchera’ di togliere le sovvenzioni ai lavoratori. Allo stesso modo crediamo che il reddito di emergenza abbia criteri bassissimi, esclude tutti noi dal sostegno”. Giuseppe Fontanella, chitarrista della band 24 Grana, spiega che “per noi musicisti il rock vuol dire abbracciarsi, trasmettere e prendere emozioni dal palco. Come si puo’ conservare l’empatia con una distanza di un metro e mezzo tra le persone del pubblico? Per il distanziamento un concerto di mille persone dovra’ essere organizzato in una sala da 5mila persone. I fitti saranno altissimi, e’ insostenibile”. Fontanella chiede pero’ soprattutto che il governo “si impegni a dare a noi lavoratori dello spettacolo una dignita’ professionale. Conte – osserva il musicista dei 24 Grana – parla degli artisti come di persone che fanno divertire, di menestrelli che devono intrattenere in una corte del ‘500. Tutti noi abbiamo diritto di lavorare con tutele e, soprattutto, chiediamo di essere riconosciuti come lavoratori”. (Nac/Dire) 18:36

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