Nel mondo circolano circa 24 virus letali di cui si ha una qualche cognizione; il più tristemente noto è l’Hiv che in meno di quarant’anni ha ucciso circa trentacinque milioni di esseri umani.
Ma ebola, zika, aviaria, peste suina, mucca pazza etc non hanno destato l’ interesse mediatico o evidenziato le fragilità delle istituzioni internazionali e nazionali parimenti al covid-19 per il semplice fatto che questo, inducendo drastiche misure di contenimento ha inciso nel tessuto economico dei principali paesi economicisti, facendo assurgere la pandemia da esso generata a destabilizzante fattore geopolitico, da tenere dunque sotto controllo, mentendo sui dati, falsificando rapporti scientifici, pur di nascondere le proprie carenze strutturali affinché non si potesse scatenare la speculazione economica a proprio danno; non a caso qualche governo ha palesemente auspicato che i danni inflitti all’economia dai provvedimenti di contenimento da parte di questo o quel Paese si potessero tramutare in opportunità di crescita per se stessi; crescita economica ma anche d’ immagine con l’intento di esportare un modello sociopolitico attrattivo in quanto vincente.
L’umanità vive in un clima di guerra fredda permanente; USA e Cina si accusano reciprocamente alimentando tesi complottistiche sull’origine del virus che comunque è ancora oggi incerta; Trump minaccia nuove sanzioni, punta l’indice contro l’ OMS e non senza qualche buona ragione visto che questa pare sia finanziata anche da privati magnati, con interessi nel farmaceutico, e che il suo direttore, l’eritreo dr Tedros Adhanom Ghebreyesus, potrebbe essere una emanazione di Xi Jinping; val la pena qui ricordare che l’Eritrea ospita l’unica base militare cinese all’estero. La Germania blocca l’esportazione di presidi medici, salvo poi ospitare nei suoi ospedali pazienti dell’ Italia settentrionale che guai a interrompere la filiera della componentistica nostrana utile all’industria germanica e poco importa se in Valseriana, ma non solo, si resta falciati come mature spighe di grano alla trebbiatura. Tanta generosa assistenza germanica non è rimasta isolata, infatti dalla Russia sono arrivati ben 15 cargo e 100 sanitari militari guidati da un loro generale esperto in guerra chimica e batteriologica; e poi sono pervenuti aiuti dalla Cina, dagli USA, da Cuba, l’unica del cui spirito di solidarietà non è facile dubitare mentre è evidente che gli altri attori in commedia avevano e hanno solo l’interesse di aumentare la propria sfera d’influenza: “timeo danaos et dona ferentes” fa dire Virgilio a Lacoonte, ma i troiani accolsero in festa il cavallo di legno lasciato dai greci alla loro porta! Operazione riuscita se in un recente sondaggio la maggioranza degli italiani riconosce russi e cinesi come i soli veri amici. Buon senso vorrebbe che tutti i paesi si unissero nella lotta al virus condividendo dati e ricerca e invece si assiste a una umanità di stampo darwiniano, e a nulla sono valse le esortazioni di Papa Francesco alla solidarietà e unità contro questo fantasma assassino che gira per il mondo; si va in ordine sparso non affratellati dal comune pericolo ma in competizione gli uni contro gli altri e se ciò è grave per il mondo intero lo è’ ancora di più per l ‘Europa perchè tradisce palesemente i valori fondanti delle tanto declamate radici cristiane.
Vero è che la Ursula Von Derlyen manifesta solidarietà ma funge da teutonico gendarme buono intanto che i paesi del nord Europa, nella sfera d’influenza tedesca, pretendono austerià e non senza con più di una buona ragione considerato lo sgangherato barcamenarsi latino, e anche se in questo gioco delle parti emergono ipocrisia e becero interesse è d’obbligo segnalare che in Italia, a fronte di un risparmio privato multimiliardario, il 46% dichiara un reddito inferiore a 15.000 euro e ciò fa il paio con l’evasione miliardaria che ci caratterizza. Circa trent’anni addietro i bocconiani hanno fatto l’ingresso trionfale nel mondo della sanità nostrana e hanno stabilito che la sanità deve essere produttiva come qualsiasi impresa commerciale; con ciò il paziente è diventato un elemento di fatturazione in negativo se c’è da spendere, in positivo se c’è da incassare; il risultato di tale visione commerciale è stato che la osannata sanità settentrionale, specializzatosi, specie quella privata convenzionata, in quelle patologie dal DRG generoso, si è affermata come ottima nell’ordinario ma si è dimostrata inadeguata nello straordinario: nel corso di questa pandemia gli operatori sanitari, a causa delle carenze strutturali, hanno dovuto, in più di un caso, decidere chi attaccare al respiratore se un giovane o un anziano.
Sarebbe auspicabile la nascita di un nuovo modello di sviluppo che non ponesse l’uomo al servizio dell’economia m a l’economia al servizio dell’uomo, che avesse come fine la qualità del vivere e non l’arricchimento di pochi a scapito dei più ,ma fin quando il nostro vivere dipenderà dal nasdaq, dal PIL, dalle società di rating, l’umanità sarà divisa tra i pochi che hanno e i molti che sono privi di una esistenza dignitosa; ma temo che tale sistema sia destinato a perpetuarsi non incontrando se non sparuti oppositori perché l’uomo moderno è come sedato, avviluppato nelle spire di consumismo e falso benessere, intontito dalla pervicace e ingannevole propaganda commerciale e politica; sarebbe auspicabile un nuovo ’68 latore di un risveglio socio culturale ma la maggior parte dei giovani, immersi in società post ideologiche ,sono sedotti dalla ricerca di un facile benessere e dalla movida nel suo restrittivo significato di “vita mondana”.
Antonino Aricò