Ripepi (FdI) su 'eco-balle': Falcomata' pulisce la città a spese dei cittadini, procedendo con la campagna elettorale - Ilmetropolitano.it

Ripepi (FdI) su ‘eco-balle’: Falcomata’ pulisce la città a spese dei cittadini, procedendo con la campagna elettorale

Santelli conferma commissariamento già voluto da Oliverio per incapacità del sindaco

Il sindaco Falcomatà e l’assessore Neri corrono ai ripari con tecniche di distrazione di massa. Adesso spuntano le eco-balle, la soluzione tampone che trasformerà i rifiuti di Reggio Calabria in masse compatte da spedire nei capannoni di Sambatello. Il sindaco asserisce che l’operazione è a costo zero, ma la realtà è che come sempre pagheranno i cittadini senza avere una vera risoluzione del problema, se non una temporanea ripulitura della città: il tempo necessario perché Falcomatà completi la sua campagna elettorale. Una soluzione da fumo negli occhi insomma, dato che Falcomatà come è nel suo stile propagandistico, mente sapendo di mentire e gettando sulle spalle della Regione responsabilità che, invece, sono ascrivibili solo a lui e alla sua pessima amministrazione. Quindi di balla qui ve n’è una sola, ovvero il fatto che Falcomatà, già richiamato da Oliverio e tacciato dal suo stesso partito di non saper gestire l’organizzazione dei rifiuti in maniera adeguata, già svergognato dall’ex presidente e ora anche commissariato dalla giunta Santelli, continua a denigrare la Regione Calabria per qualcosa che avrebbe dovuto fare lui, in quanto sindaco. Si ricordi infatti che la Città Metropolitana è in possesso delle deleghe per gestire il ciclo dei rifiuti, ma non avendo il Sindaco né la volontà né la capacità di decidere, chiede a tutti provvedimenti d’urgenza dietro i quali nascondersi. Negli ultimi quattro anni Falcomatà si è reso indisponibile a partecipare personalmente alle riunioni in merito alla questione e all’organizzazione delle funzioni di delega, dimenticando peraltro le innumerevoli azioni messe in atto dal passato regime commissariale, ora riconfermato dalla stessa Santelli, considerato che la Regione non intende più assumersi, e ha ragione, obblighi che rimandano invece al territorio di Reggio. Nella Città Metropolitana, difatti, ricadono gli impianti tecnologici di Sambatello e nella provincia tutti gli impianti di trattamento dei rifiuti urbani; all’amministrazione comunale inoltre, l’incarico di realizzare l’Ecodistretto, sempre in località Sambatello, grazie al quale avrebbe dovuto avviarsi la filiera del riciclaggio. Funzioni di non poco conto a cui Falcomatà si è rifiutato, per negligenza, di dare il doveroso seguito, mentre ora tenta di attivare provvedimenti di emergenza solo per abbindolare i suoi cittadini. Rifacendo nottetempo il look alla città, il sindaco pensa di assicurarsi un nuovo mandato, ma i reggini devono essere consapevoli che l’ordinanza n. 246 del 2019 inchiodava Falcomatà e la sua equipe ad una serie di obblighi “in via d’urgenza”. In particolare l’individuazione della discarica per l’Ecodistretto di Siderno. Non avendo ottemperato a tale ordinanza veniva già nominato come commissario l’Ing. Pietro Foti, dirigente settore ambiente della Città Metropolitana. Ora sull’adempimento del Piano Rifiuti anche la Santelli non ci sta e con una delibera regionale (n. 97) del 20 maggio scorso, rinnova i poteri al commissario in acta Ing. Foti del Dipartimento Ambiente, affinché si sostituisca al sindaco e al Consiglio Comunale nell’ottemperare l’ordinanza del 2019, completando le mansioni che Falcomatà non è stato in grado e soprattutto non ha voluto concludere con azioni determinanti. Il consigliere comunale Ripepi, commissario di FDI della Città Metropolitana, ribadisce che «ancora una volta il sindaco si fa beffa dei suoi concittadini trascinandoli nel gioco della distrazione, narcotizzandoli con il momentaneo appianamento della questione, nascondendo loro la verità delle cose e per giunta permettendosi di allungare ombre sulla Regione Calabria, quando già dai tempi di Oliverio non solo la città usufruiva delle deleghe, ma Falcomatà veniva richiamato per inattuabilità dell’ordinanza n. 246. Un sindaco, insomma, che davvero non si vergogna davanti alla cittadinanza e che pensa di poter manovrare, facendo dimenticare sei anni di completo disastro. Noi siamo qui per ricordare al sindaco e all’assessore, che non è più tempo di prendere in giro la città».

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