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La scuola post covid, la figura del docente

L’era della nuova scuola e l’arte suprema deĺl’insegnante

 

Sui tanti problemi della scuola post covid è stato già ampiamente dibattuto: dall’utilizzo di mascherine ai banchi con rotelle. Ma nella scuola, oltre ai banchi, con ruote o senza, in legno o in plastica(altro problema),ci sono anche Professori, di ogni ordine e grado, che hanno speso e continuano a spendere con intelligenza e passione la propria esistenza e le proprie energie in questo difficile, faticoso e meraviglioso,mondo che è l’insegnamento. Ma qual è l’arte suprema dell’insegnante?  Capire ed entrare in empatia con i giovani per risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza perché  il problema dei giovani è forse il sentirsi incompresi ed è per questo,che idealizzano la figura del “prof. dei sogni”. Oggigiorno non è facile rapportarsi con gli alunni, che hanno esigenze e provengono da realtà diverse. Quando si entra in classe, è come avere una grande tela macchiata di diversi colori, ma attenzione…c’è, tra questi colori,il bianco, che è difficile da individuare, ma si può percepire ed è questa la grande scommessa di un bravo insegnante.

È nel “diverso” la posta, più alta, in gioco!  Gli insegnanti ideali sono quelli che si offrono a sostegno, e non parlo dei soli prof. col titolo, come ponti verso la conoscenza e invitano i loro studenti a servirsi di loro per compiere la traversata; poi, a traversata compiuta si incoraggiano a fabbricarsi da soli ponti nuovi. Ecco,un grande insegnante è come un grande artista e purtroppo ce ne sono pochi, proprio come pochi sono i grandi artisti. Difatti, insegnare è – senza forse – la più grande delle arti perché i mediatori sono la mente e lo spirito umani. Insegnare è lasciare una traccia di se stessi negli studenti, che sono come una banca dove è possibile depositare i propri tesori più preziosi. In una società completamente razionale, gli insegnanti dovrebbero trasmettere la civiltà da una generazione all’altra piuttosto che utilizzare ripicche e sentirsi sul piedistallo. Oltre alla preparazione da un punto di vista didattico non deve mai mancare il lato umano, quella sensibilità ed empatia che permettono di entrare in una relazione profonda con i propri studenti. Essere un insegnante non è per tutti, richiede un mix di competenze professionali e personali. Fortunatamente, ci sono diversi prof., che con impegno e passione portano avanti la loro attività con i ragazzi, motivandoli e sostenendoli nella loro crescita. L’insegnante deve insegnare, sia con le parole che con i comportamenti; deve essere un buon esempio perché ha un ruolo fondamentale per i ragazzi, che sono sempre più orfani di punti di riferimento stabili ed equilibrati.

prof.ssa Raffaella Solano

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