Minasi: "In politica i confronti dovrebbero essere costruttivi, a maggior ragione durante le campagne elettorali" - Ilmetropolitano.it

Minasi: “In politica i confronti dovrebbero essere costruttivi, a maggior ragione durante le campagne elettorali”

In politica i confronti dovrebbero essere costruttivi, a maggior ragione durante le campagne elettorali, nel corso delle quali sarebbe buona pratica riuscire a parlare di programmi e soprattutto ammettere, eventualmente, quelle lacune che capitano a chiunque governi un ente locale.

Ritengo, infatti, che per migliorare e migliorarsi sia necessario e fondamentale lavorare ed impegnarsi per mettere ordine in settori che più di altri possono aver registrato problematiche, soprattutto se si chiede ai cittadini ‘un secondo tempo’.

In luogo di un ‘mea culpa’ che sarebbe, a mio avviso, più trasparente e produttivo, assistiamo invece a rimpalli di responsabilità che, coincidenza, riguardano sempre amministrazioni passate: in questo vi è una verità inconfutabile, e cioè che le amministrazioni in questione siano davvero passate, nel senso che da circa 10 anni non guidano più Reggio. Per cui è diventato un refrain abbastanza stucchevole.

Pur ritenendo per niente concrete certe strumentalizzazioni e nonostante non credo sia un costume utile ribattere ad illazioni ogni piè sospinto, mi trovo costretta mio malgrado a dover fare il punto sulle  esternazioni dell’assessore comunale Lucia Anita Nucera, la quale ha affermato che, cito, ‘chi ha distrutto i servizi delle politiche sociali e di tanti altri settori, sono state le precedenti  amministrazioni  a danno dei cittadini’.

Questa dichiarazione mi tocca da vicino, e non starò qui a spiegare quanto lavoro, quanti sacrifici quanti progetti, quante risorse nazionali ed europee reperite, abbiano contraddistinto gli anni alle politiche sociali, e quale patrimonio anche umano sia rimasto al comune finita la mia esperienza. Vorrei però ricordare qualche passaggio di quel periodo: per i diversamente abili, ad esempio, i centri diurni per la loro socializzazione, l’assistenza ed il sostegno educativo nelle scuole, l’alfabetizzazione informatica, i soggiorni estivi in località turistiche, la pet therapy, i servizi di trasporto; ed ancora, per la terza età, l’assistenza domiciliare agli anziani, l’unità mobile di assistenza al cittadino non autosufficiente, i servizi di consulenza e sostegno alle famiglie dei cittadini anziani, i centri ricreativi socio – culturali e i soggiorni estivi, il telesoccorso e i progetti per la loro mobilità fisica.

In merito agli adulti in difficoltà esistevano il polo di accoglienza per i soggetti senza fissa dimora e gli interventi di inserimento socio – lavorativo, così come per i minori, i centri di aggregazione, la linea telefonica per tutela contro maltrattamenti e abusi, i centri ricreativi estivi, la promozione della formazione civica, le attività sportive e teatrali, il servizio di affidamento familiare diurno e residenziale, il pre e post accoglienza scolastica ed il pronto intervento.

Abbiamo lavorato per gli immigrati con un servizio integrato per interculturalità e con un centro multietnico per l’infanzia, così come abbiamo pensato ai bambini malati e ospedalizzati attraverso attività ludiche e ricreative, i clown in corsia, e la realizzazione della ludoteca.

Abbiamo elargito prestazioni economiche per famiglie in difficoltà, lavorato per dare sostegno nel percorso di adozione, attuato la mediazione familiare, creato un centro di orientamento e gli asili nido.

Fu istituita, e l’assessore dovrebbe saperlo e avere la correttezza di dirlo, la figura del garante per i detenuti, ai quali sono stati destinati progetti di promozione per l’accesso al mercato del lavoro, così come si è pensato ad un sostegno per le famiglie dei soggetti provenienti da percorsi penali ed è stata pure costruita una casetta all’interno della casa circondariale per ospitare i familiari (soprattutto i bambini) nelle lunghe file in attesa del colloquio.

E questa è solo una parte di ciò che con fatica si è costruito giorno dopo giorno.

Allora viene spontaneo chiedersi: cosa ne è rimasto? Credo che la città, e soprattutto le fasce più deboli, dovrebbero avere il diritto di saperlo.

Tilde Minasi

Consigliere regionale, già assessore comunale alle Politiche Sociali

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