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E la scuola riparte…

E la scuola riparte… anche in dad, ma riparte e finiamola di dire che questa non è SCUOLA. Tutti noi, docenti e alunni, saremo lì dove ci siamo lasciati: a confrontarci, a dialogare, a crescere, a fare lezione.

Domani, milioni di noi saremo dietro uno schermo che ci distanzia, ma non ci allontana intellettualmente, perché è tanta la voglia di interrogarsi e conoscersi. La didattica è sempre vicinanza perché la scuola non è solo un cumulo di mattoni e cemento, quello resterà chiuso, ma la scuola è σχολή. È tempo di dedicarsi a far le cose amate, desiderate, tra le quali appunto lo studio, inteso come passione, amore del sapere.

È tempo libero, riposo, quiete, tempo di crescita e la pianta per crescere ha bisogno di acqua, sole e tempo. La parola “scuola” è diventata il luogo virtuale del senso critico. Da Platone ad Aristotele, i greci antichi esaltarono con costanza e fermezza la scholè. Oggi, nella quiete della scholè, i nostri ragazzi sviluppano ciò che è più importante: il senso critico e nel tempo libero, si chiedono se esista un altro modo per fare ciò che fanno quotidianamente, se sia giusto quel che hanno imparato, se forse un’altra strada sia possibile. È il tempo di Interrogarsi, criticare. Perché la crisi è ciò che conta.

Ossia, la krisis, la scelta, la decisione, il bivio che ci consente di cambiare strada. La scuola, dunque, deve diventare al tempo del covid quel luogo virtuale e ideale dove ci dedichiamo a noi stessi per crescere e ragionare fuori da qualsiasi necessità materiale. La scuola è lo spazio mentale dell’adulto che continua a chiedersi perché. La nostra Scuola non ha mai chiuso…la scuola siamo noi e noi siamo impulso vitale.

La risposta sembra ovvia: lo studio è amore e non dovere. Nessuno può obbligare a studiare così come nessuno può obbligare ad amare! Questo forse lo aveva capito qualcuno già prima di Platone, ma Platone lo ha meglio chiarito, affermando che occorre fare in modo che l’apprendere sia vissuto dai giovani come un gioco e questo può accadere anche in DAD(<<Non devi iniziare gli alunni allo studio con la forza della costrizione, ma come se giocassero, così che tu possa meglio comprendere le tendenze e le inclinazioni di ciascuno). A tra poco… Buona scholè!

Professoressa Raffaella Solano

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