Vaccino. Usca e Johnson&Johnson. Emilia Romagna accelera sui fragili - Ilmetropolitano.it

Vaccino. Usca e Johnson&Johnson. Emilia Romagna accelera sui fragili

Bologna, 13 Apr. – La Regione Emilia-Romagna promette: nelle prossime settimane ci sara’ una “accelerazione significativa” sulla vaccinazione delle persone fragili, cioe’ con malattie croniche o disabilita’, oltre che degli anziani. Anche grazie all’impiego, a domicilio e non, del vaccino Johnson&Johnson, in arrivo proprio questa settimana. “Abbiamo un elenco in continuo aggiornamento che cuba circa 180.000 persone in regione, al momento ne abbiamo vaccinate circa 100.000 con patologie gravi”, informa al question time della Regione l’assessore alla Sanita’, Raffaele Donini. Alcune di queste persone fragili, ricorda Donini, possono andare da sole in un centro vaccinale, altre invece sono impossibilitate a muoversi e devono aspettare a domicilio: su quest’ultima categoria “siamo andati piu’ in difficolta’”, ammette l’assessore, a causa della complessita’ logistica dovuta anche alle temperature di conservazione delle dosi. Nel frattempo pero’ alcune Ausl “hanno fatto accordi coi medici di medicina generale, che conoscono bene i loro pazienti”, per fare vaccinare a loro questa categorie. Inoltre “aspettiamo il 16 il vaccino Johnson&Johnson che ha il vantaggio di richiedere una sola somministrazione” e dunque una sola visita a domicilio. Per questo “contiamo di accelerare molto”, assicura ancora Donini, che conta di coinvolgere maggiormente anche le squadre di medici e infermieri che si spostano a casa dei pazienti, le Usca, ora “meno impegnate ad assistere i pazienti Covid” grazie all’abbassamento della curva epidemiologica. Sprona con forza la giunta il capogruppo di Fratelli d’Italia Marco Lisei, autore dell’interrogazione discussa questa mattina in assemblea legislativa: “e’ ora del cambio di passo- dice Lisei- Non e’ accettabile che le persone fragili aspettino a casa un messaggino per sapere quando verranno vaccinate. Sono in un limbo di incertezza, quando invece dovrebbero avere una data certa”, sottolinea Lisei. Quello visto finora, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, “non e’ un metodo che da’ dignita’ a queste persone, ridotte a fare il giro dei call center o mandare un famigliare ad elemosinare un vaccino”. (Bil/ Dire) 11:42 13-04-21

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