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Napoleone Bonaparte: 200 anni icona del cinema, della letteratura, dell’arte

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Foto di @WikiImages by Pixabay

10:24 – “Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro“. Queste le parole che il Manzoni dedicò a Napoleone Bonaparte, un politico e generale francese, fondatore del Primo Impero francese, deceduto in esilio sull’Isola di Sant’Elena il 5 Maggio 1821. Vissuto a cavallo di “due secoli, l’un contro l’altro armato, sommessi a lui si volsero, come aspettando il fato“, oggi ricorrono i 200 anni dalla sua morte, e, riprendendo le parole del Manzoni: “Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza“. In duecento anni il ricordo di Napoleone Bonaparte è rimasto sempre vivo nei film, nei romanzi, negli spettacoli teatrali, nelle pubblicità, nelle canzoni, nelle poesie, nella letteratura, nei videogiochi, nell’arte, ora deriso ora elogiato. Molti artisti hanno deciso di dedicare una delle loro opere a Napoleone, tra i quali emerge Jacques-Louis David con “Bonaparte valica il Gran San Bernardo”. L’iconografia tradizionale ha mostrato Bonaparte come un uomo bassino, nonostante il suo metro settanta di altezza, forse per via della sua smania di potere o per l’appellativo affettuoso dei che i suoi soldati gli diedero “le petit general”. La sua enorme fama è probabilmente dovuta, secondo AGI, al suo ruolo di “primo grande sogno della classe media“, “il massimo eroe borghese, qualcuno con cui quel settore della società che nel XIX secolo aveva conquistato il mondo poteva identificarsi“. Gli inglesi hanno visto in Napoleone invece il simbolo della tirannia, tanto che lo ritroviamo come un maiale ne “La Fattoria degli Animali” di George Orwell. Ricca la produzione cinematografica e televisiva che inizia dai fratelli Lumiere che dedicarono una pellicola a Napoleone Bonaparte. La promessa della libertà che Napoleone portava in battaglia stimolò gli animi dei suoi soldati a vincere le battaglie e conquistare, liberando, i territori oppressi dalla monarchia. Nella poesia di Manzoni “5 Maggio”, la vita di Napoleone Bonaparte, le sue glorie, le sue sconfitte, le sue conquiste, l’esilio, sono stati ampiamente descritti, fino a concludere con l’arrivo del divino: “Tu dalle stanche ceneri sperdi ogni ria parola: il Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola, sulla deserta coltrice accanto a lui posò“. (cit. AGI e “5 Maggio” di A. Manzoni)

SM

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