(DIRE) Roma, 14 Giu. – In Nicaragua cinque dirigenti delle opposizioni sono stati arrestati ieri per effetto di una legge per la difesa ‘dell’indipendenza del Paese’ approvata a dicembre dal governo del presidente Daniel Ortega. Salgono così a 12 gli oppositori o i precandidati alle elezioni generali previste per novembre che sono stati arrestati o messi sotto indagine nelle ultime settimane. I politici detenuti dalla polizia sono tutti membri del movimento di dissidenza sandinista dell’Unión Democrática Renovadora (Unamos), ispirato alla stessa ideologia e rivoluzione di cui fu protagonista Ortega iniziata sul finire degli anni ’70, definita appunto sandinista, ma ora in aperto contrasto con il capo di Stato. Le persone arrestate sono la presidente d Unamos, Suyen Barahona, il vicepresidente e generale sandinista in pensione Hugo Torres, i dirigenti Ana Margarita Vijil e Victor Hugo Tinoco e la ex comandante guerrigliera Dora Maria Tellez. Sabato era stata arrestata anche un’altra figura di alto profilo del partito, Tamara Davila. Come si apprende da un comunicato della polizia rilanciato dal quotidiano La Prensa, generalmente critico del governo, i dirigenti sono stati arrestati per effetto della cosiddetta ‘Ley 1055’ e quindi, tra le altre accuse, per presunti “atti che mettono a repentaglio l’indipendenza, la sovranità e l’autodeterminazione” del Nicaragua o che “incitano all’intervento straniero”. Prima di essere arrestati alcuni degli oppositori dell’esecutivo sono riusciti a parlare con la stampa o a registrare video nei quali davano conto delle operazioni della polizia ed esortavano a resistere contro il governo. (Bri/Dire) 11:17 14-06-21
Nicaragua. Stretta di Ortega, arrestati i dissidenti sandinisti
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