Marino Demetrio (FdI): “Rifiuti, ratti, blatte e siccità: questa è l’estate reggina di Falcomatà” - Ilmetropolitano.it

Marino Demetrio (FdI): “Rifiuti, ratti, blatte e siccità: questa è l’estate reggina di Falcomatà”

Bisognerebbe restare per ore a leggere le continue veline diramate dall’amministrazione Falcomatà, ormai altamente specializzata nella scrittura di genere “fantasy”. D’altronde è palese ai più, ai reggini in primis, che le colonne di rifiuti sparsi per la città, la quotidiana assenza d’acqua nelle case, l’inammissibile invasione di blatte geneticamente modificate e topi somiglianti al minotauro cretese, siano solo l’effetto “distorto” e fazioso di una realtà ben diversa. Perché Reggio, stando a quanto ci raccontano Falcomatà e i suoi uomini, brilla come non mai: servizi essenziali al top, pulizia cittadina impeccabile, raccolta rifiuti “Svizzera”, acqua del Menta che rischia di travolgere i cittadini come uno tsunami.

È chiaro che chiunque voglia sostenere il contrario… abbia ragione!

Mai come in questi ultimi tempi la città di Reggio Calabria è stata sacrificata alla sciatteria e all’abbandono da un’amministrazione comunale che, al netto di slogan e vane promesse elettorali, continua a rivelarsi inutile ed incapace.

Il sistema di raccolta dei rifiuti è fallito: non da oggi ma da tempo. Ed il fallimento è solo ed esclusivamente politico. Nonostante il Sindaco ed i suoi scaricano continuamente le responsabilità verso altri, il sistema di raccolta così come voluto dal centrosinistra reggino non è sostenibile. È aumentato il costo del servizio di raccolta, basti pensare che vengono versati al gestore 2.2 milioni di euro al mese, cioè 76 mila euro al giorno. È aumentato il piano dei costi del “Ciclo dei rifiuti”, infatti basta verificare il bilancio di previsione 2020 per capire che si è passati da 40 milioni di euro del 2019 a 50.2 milioni di euro del 2020. Ma non solo. Le promesse di un secondo tempo differente si sono immediatamente dissolte: non c’è traccia delle nuove isole ecologiche, non vi è testimonianza di un vero contrasto all’evasione e soprattutto, oltre le ignobili accuse verso gli operatori della raccolta, non vi sono azioni politiche eclatanti ed efficaci, che aiutino la città a risollevarsi. Ad aggravare la situazione, l’ennesima inadempienza della Giunta di Reggio, che per non aver versato gli oneri del servizio, si ritrova adesso senza la possibilità di conferire, restando ferma al palo. In questo senso avrebbe potuto agire la Città Metropolitana di Reggio Calabria, approvando un emendamento da me presentato nel corso del Consiglio Metropolitano del Febbraio 2020, che aveva l’obiettivo di tutelare e salvaguardare i comuni in fase di dissesto o pre-dissesto che non riuscivano ad ottemperare ai doveri finanziari: ma quell’emendamento mi fu respinto. Oggi ci ritroviamo con una città sporca, con mini (ma anche maxi) discariche ovunque, e un Sindaco che invece di assumersi la responsabilità del fallimento pensa bene (come sua consuetudine) di addossare le colpe alla società affidataria del servizio, agli operatori e ai cittadini.

L’estate reggina 2021 sarà contrassegnata, purtroppo, da una situazione igienico sanitaria preoccupante: la città, se non bastassero la quantità di rifiuti nelle strade, è letteralmente presa d’assalto da blatte che si alimentano e si moltiplicano proprio a causa dei rifiuti e delle condizioni di sporcizia cittadina. A fronte di questa problematica è un paradosso dover constatare che il programma di disinfestazione sia iniziato solamente nei giorni scorsi e termini addirittura a fine luglio quando la situazione d’emergenza sarà ormai probabilmente irrecuperabile. Un’amministrazione comunale che non riesce nemmeno a pianificare, pretendere ed organizzare, una disinfestazione nei mesi antecedenti quelli estivi, è un’amministrazione totalmente incapace.

Tra spazzatura e scarafaggi a peggiorare le cose, c’è la siccità permanente che affligge i cittadini: temperature di oltre 40 gradi e reggini che non possono usufruire del bene essenziale prioritario: l’acqua. Eppure la Diga del Menta doveva essere la soluzione di tutti i problemi, ma anche quella, ormai è parte integrante della sceneggiatura “fantasy” di cui l’amministrazione Falcomatà sembra essere esperta.

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