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La Destra commemora il 51° anniversario della Rivolta di Reggio ed i suoi protagonisti

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51° anniversario della Rivolta di Reggio

foto di GNS

foto di GNS

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Si sono riuniti come ogni anno, davanti al Monumento ai Moti  gli esponenti e i militanti della destra reggina, che hanno voluto ricordare i drammatici eventi della Rivolta di Reggio Calabria, avvenuta nel 1970. E’ stato deposto un cuscino di fiori al Monumento e sono state ricordate le drammatiche circostante che sono costate la vita ad alcuni dei protagonisti della Rivolta di Reggio: Bruno Labate, Angelo Campanella, Carmelo Jaconis, Antonio Bellotti, e Vincenzo Curigliano. I partecipanti si sono spostati di fronte all’Arena Ciccio Franco, sempre sul Lungomare Falcomatà, dove è sita la stele a colui che viene riconosciuto come il principale protagonista di quella Rivolta e anche qui c’è stata una ricostruzione storica degli eventi con l’auspicio che i reggini ritrovino l’orgoglio sopito.

A tal fine, riprendiamo le sapienti parole di Giuseppe Agliano pronunciate durante l’evento. “Come avviene dal 2005 anno in cui l’amministrazione Scopelliti fece realizzare questo monumento, oggi, in occasione del cinquantunesimo anniversario della rivolta di Reggio la destra Reggina si raccoglie per tributare il doveroso omaggio al senatore Ciccio Franco al leader dei “Boia chi Molla” a colui che più degli altri seppe incarnare ed interpretare lo spirito di quei moti e la rabbia di tutto un popolo che protestava per il suo diritto al futuro (…). Di uomini come i reggini sulle barricate si è persa ormai qualunque traccia altrimenti dopo anni di angherie, inefficienze, malgoverno, improvvisazione, spazzatura in ogni angolo strade impraticabili, interi quartieri senza acqua, tributi salatissimi e servizi inesistenti a cui ci costringe l’attuale amministrazione comunale (che quest’anno non ha fatto neanche il minimo richiesto saltando l’appuntamento con la deposizione della corona di fiori al monumento della rivolta in Memoria delle vittime). Noi siamo ancora fiduciosi fiduciosi che Reggio e i reggini si sveglino dall’oblio in cui sono stati relegati e con un moto d’orgoglio si riappropriano dei destini della comunità.”

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