Internet, cybercriminali sempre più aggressivi. Cosa fare? Come proteggersi dai virus? - Ilmetropolitano.it

Internet, cybercriminali sempre più aggressivi. Cosa fare? Come proteggersi dai virus?

di Sonia Topazio – Siamo in compagnia di Fabrizio Pace, direttore de ilMetropolitano.it ed esperto di comunicazione e sicurezza on line. Internet è “entrato” nelle nostre vite da tempo ma negli ultimi anni in maniera sempre più importante ed indispensabile. In particolare, in quest’ultimo periodo, il suo utilizzo è stato accelerato dalla pandemia di covid-19 nei settori più svariati.

Quali sono i pericoli più frequenti a cui gli utenti vanno incontro quando utilizzano internet ?

L’uso della rete ha sempre avuto un aumento esponenziale ma la pandemia di covid-19 ha accelerato lo sfruttamento delle risorse internet e lo ha ampliato a tutti i settori della quotidianità. I pagamenti on line sono ormai una consuetudine, anche per fare la spesa o comprare la cena. E’ quindi normale che molti criminali abbiano attenzionato questo nuovo “mercato”. I rischi diretti sono rappresentati dai diversi tipi di virus che cercano di compromettere: i sistemi operativi, i programmi, l’hardware o anche semplicemente la connessione. I rischi indiretti sono per lo più dei tentativi di truffa o raggiro per avere l’accesso a dati di ogni genere attuati mediante l’invio di email, istant messages, immagini, video o sms. Alle volte anche la semplice navigazione su un sito può costituire un serio rischio per la salute del nostro pc.

Come riconoscere un sito internet sicuro?

Direi che occorre guardare il link (l’indirizzo web), quelli con la S dopo il protocollo Http, danno sicuramente delle garanzie in più, la qualità dei contenuti può essere un altro allarme, perchè se è creato al solo scopo di imbrogliare l’utente i creatori non ne curano i dettagli. Un buon antivirus, anche gratuito, normalmente avverte o blocca la navigazione di siti particolarmente insidiosi. Durante la normale navigazione accettiamo di “seminare” i nostri dati da un sito all’altro e lo facciamo coscientemente (o quasi) perchè da diversi anni a questa parte è richiesta l’accettazione espressa dei cookie presenti. Quest’ultimi registrano per lo più in maniera anonima i comportamenti degli utenti creando imponenti data base dal valore inestimabile che poi possono essere venduti per altri scopi commerciali.

Cosa fare se si ritiene di essere oggetto di un attacco hacker?

Prima di tutto disconnettere il pc, tablet o quello che sia il dispositivo. Poi effettuare una copia dei dati più importanti contenuti all’interno dello stesso, possibilmente salvare il tutto in una chiavetta. Quindi scansionare con l’antivirus aggiornato e sperare che venga intercettato l’intruso. Nel caso non venga rilevato il virus, una soluzione alternativa è andare “indietro nel tempo”… cioè trovare i punti di ripristino che il sistema crea di solito in automatico, solitamente qualche mese indietro, e ripristinare la situazione esistente prima dell’infezione.

Qualche dato potrebbe andare perso, ecco perchè consiglio sempre di salvare quelli importanti in una chiavetta prima di qualsiasi azione. Nel caso non si riesca, in quanto il virus ha già causato grossi danni al sistema operativo, allora non resta che formattare. In questo caso rivolgersi ad un esperto (sono contro le formattazioni “fai da te”).

Cosa fare per non esporsi a rischi?

I rischi, possono poi celarsi dietro o dentro ogni sito, applicazione, foto, video o Qrcode. Per minimizzare o limitare eventuali danni, mi sento di consigliare, a chi può e a chi è agli inizi, l’utilizzo di supporti differenti in base all’utilizzo. Mi spiego, per esempio due portatili (tablet) uno per i socialnetwork, la navigazione, i film, la musica insomma per la navigazione di tutti i giorni ed uno per il lavoro, i movimenti bancari, i rapporti con le istituzioni ed i dati strettamente personali e sanitari (comunemente conosciuti come dati sensibili).

Per chi non può permettersi di avere due “supporti”, allora massima attenzione nell’istallazione di nuovi programmi specie se scaricati dal web. Un’altra ottima soluzione agli attacchi è l’utilizzo di un sistema operativo open source, come per esempio Linux Ubuntu, raramente preso di mira dai pirati. Scegliete accuratamente il browser per la navigazione ed il motore di ricerca da utilizzare e “settate” personalmente le impostazioni tramite le quali interagite con lo stesso. Insomma personalizzatelo.

Altro consiglio fondamentale è quello di controllare bene l’indirizzo di posta elettronica del mittente, quando arrivano email sospette e non aprire mai files la cui estensione è differente da quelle che normalmente si utilizza per quel genere di allegato.

foto di Darwin Laganzon from Pixabay

Quali nuovi pericoli dobbiamo attenderci dalla rete secondo Fabrizio Pace ?

Più usata è la rete più i cybercriminali elaboreranno strategie e creeranno programmi per azioni fraudolente. A mio avviso bisogna aspettarsi un intensificarsi di attacchi da Ransomware (sono virus che consentono la criptazione dei dati presenti nel sistema infettato ne esistono oltre un centinaio di questa famiglia), quindi i responsabili si fanno vivi offrendo la password per sboccare e liberare il sistema operativo, dietro il pagamento di un riscatto solitamente pagato in criptovalute. Se si cade nelle mani di questi criminali consiglio sempre di non pagare ma contattare l’autorità preposta e segnalare o denunciare. Diffidate infine da chi vi offre affari troppo vantaggiosi o da chi vi vuol regalare denaro… in pratica tutte le accortezze che si hanno quando anche nella vita reale ci si approccia con altre persone.

fonte – www.youfuture.it

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