Alle Muse le minoranze linguistiche calabresi mal tutelate dalla politica regionale e dallo Stato - Ilmetropolitano.it

Alle Muse le minoranze linguistiche calabresi mal tutelate dalla politica regionale e dallo Stato

L’associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria, continua la sua programmazione domenicale con eventi dal grande valore ed impatto conoscitivo, soprattutto volti alla conoscenza ed alla divulgazione del nostro patrimonio culturale all’interno del territorio metropolitano ed al tempo stesso occasione di denuncia e di revisione di tutto cio’ che è mal tutelato dalle istituzioni. Giuseppe Livoti – in qualità di presidente – in apertura di manifestazione ha ribadito come è di grande attualità il tema delle minoranze linguistiche – storiche in Calabria che, purtroppo, rispetto alle altre regioni italiane vengono poco o mal tutelate, nonostante ci siano enti e comunità locali che cercano di far rimanere viva una cultura a lungo non protetta o addirittura disprezzata. Queste occasioni servono proprio da sprono alla comunità tutta che deve sapere, deve essere informata per riprendere ad amare, non solo, il territorio ma, il suo patrimonio linguistico e dunque etnico. Ad aprire la serata Pierpaolo Zavettieri, sindaco di Roghudi e presidente dei sindaci dei Comuni dell’Area Grecanica che si è soffermato sulla presenza delle minoranze linguistiche che sono da sempre esistite: 15 minoranze tutelate tra greche, arbereshe e occitane. Con l’attivazione con la Legge 15 del 2003 del Gal ( ovvero dei raggruppamenti di partner pubblici e privati che rappresentano sia le popolazioni rurali, sia le organizzazioni degli operatori economici presenti nel territorio), si è creata una identità dei “luoghi non definiti”, dalla Vallata dell’Amendolia alla omogeneità territoriale che va da Capo D’Armi a Capo Bruzzano. Ne sono emerse 4 aree omogenee con l’efficacia della Legge Del Rio che prevedono l’Area della Piana, l’Area della Locride, l’Area dello Stretto, l’Area Grecanica a cui si è ultimamente aggiunta l’Area Aspromontana non considerando pero’ che molte zone della stessa, sono comuni a piu’ aree. Sono questi territori per Zavettieri che vanno protetti e ben tenuti e che caratterizzano una isola protetta, allungata, dove naturalmente inserire Condofuri, Rogudi, Bova, Bova Marina, Roccaforte Melito Porto Salvo. Fondamentale, ora come ora, per il presidente dei comuni dell’area grecanica è il PNRR, acronimo di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, documento strategico che il Governo italiano ha predisposto per accedere ai fondi del programma Next generation EU (NGEU). Suddiviso in 6 Missioni principali, il PNRR descrive le priorità di investimento per l’arco temporale 2021-2026 e si pone l’obiettivo di rilanciare la struttura economico-sociale del Paese puntando in particolare sulle leve della digitalizzazione, della transizione ecologica e dell’inclusione sociale. I nostri ha concluso, sono territori fragili come si è visto anche con gli incendi questa estate, probabilmente tra i piu’ gravi degli ultimi cento anni, incendi che hanno sotratto ettari ed ettari di patrimonio naturalistico e dunque boschivo, circa il 7%. Ospite illustre Demetrio Crucitti – gia direttore della Sede Rai per la Calabria, calabrese di origini reggine, Crucitti è uno dei massimi esperti aziendali in tema di innovazione tecnologica in Rai dal 1986. Ha lavorato al Centro di Produzione di Roma, in via Teulada, successivamente come responsabile in RaiWay, società del gruppo Rai, ha curato la gestione nazionale degli impianti di Isoradio, canale di pubblica utilità dedicato alle informazioni sulla mobilità. A Trento – dice – sono venuto in contatto con il mondo delle minoranze e della sua successiva tutela. Importante per me è stato capire in quelle regioni, il ruolo dell’accessibilità per le tecnologie per le persone disabili, come ciechi e sordi, che mi hanno condotto a produrre servizi utili alle diverse abilità con la produzione di programmi con il linguaggio dei segni per i sordi ed l’autodescrizione per i ciechi, esperienza trasferita poi, nei miei 10 anni di direzione della sede Rai Calabria. Dal 1975, ha ribadito il noto direttore è tutto fermo per le minoranze linguistiche in Calabria. Ultima Legge è quella n. 103/1975 che prevedeva i programmi dell’accesso. Con gli articoli 2, 3, 6 ed 8 della Costituzione italiana le minoranze linguistiche presenti sul territorio italiano sono tutelate per dettato costituzionale dal 1948, anno dell’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica. Gli articoli della Costituzione italiana che concorrono alla tutela sono diversi. L’articolo 2 riconosce, in generale, e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, come singolo e nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità, segue l’art. 3 che afferma la pari dignità sociale di tutti i cittadini e la loro uguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Fondamentale è, tuttavia, l’art. 6 nel quale si dichiara esplicitamente che la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. A rafforzare questo principio, di per sé molto esplicito, concorrono, poi, altri articoli che da una parte pongono attenzione all’adeguamento dei principi e dei metodi della legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento (art. 5), mentre dall’altra danno ampio respiro alla stessa Costituzione, mirando alla conformità dell’ordinamento giuridico italiano alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. Da quanto sopra, si evince la volontà del legislatore di porre una solida base che tuteli fondamentalmente le componenti sociali più deboli, quali le minoranze linguistiche, intervenendo a rimuovere gli ostacoli, che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza. Questo pero’ ha denunciato fermamente Crucitti è stato fatto per il Friuli Venezia Giulia o la Sardegna, mentre per le nostre comunità, alcuni politici locali, hanno pensato di proteggere per esempio solamente la – lingua rom -, importante, ma non identitaria come il grecanico. Io, nel mio piccolo per la Rai Calabria ho sperimentato anche dei servizi in piu’ lingue locali, ma lo Stato e la politica regionale degli ultimi anni con i suoi rappresentanti non hanno protetto e promosso le diversità linguistiche nel loro contesto regionale. Un appello, non solo alla politica locale ma, anche al nuovo assessore Giusy Princi, neo assessore e vicepresidente della Giunta nominata da Roberto Occhiuto è stato chiesto dal presidente del Consiglio Comunale di Staiti Leone Campanella: occorre inserire il grecanico anche nelle scuole e renderlo magari non studio occasionale ma curriculare, perchè solo così potremmo salvaguardare il futuro delle nostre radici. Solenni i momenti musicali diretti dal Maestro Marina Cuzzola con il maestro Fabio migiano al pianoforte che hanno eseguito con il Coro delle Muse ed il Coro Giovanile Laudamus brani della tradizione dell’area grecanica con rivisitazioni coloristiche e ritmiche.

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