ISTAT. 6 Stranieri su 10 vivono stabilmente al Nord - Ilmetropolitano.it

ISTAT. 6 Stranieri su 10 vivono stabilmente al Nord

(DIRE) Roma, 9 Dic. – Nel 2020 la maggior parte della popolazione straniera si concentra nelle due ripartizioni del Nord-Italia, che insieme accolgono quasi 3 milioni di abitualmente dimoranti, corrispondenti al 59,2% della popolazione di cittadinanza non italiana (58,3% nel 2019); il 25% circa risiede nella ripartizione Centro (1 milione 284 mila), l’11,5% nella ripartizione meridionale (quasi 600 mila) e il 4.6% nelle Isole (235 mila). Lo rileva l’ISTAT nel censimento Popolazione residente e dinamica demografica Anno 2020. Considerando la classe di ampiezza demografica dei comuni, il 40% circa degli stranieri risiede nei comuni con meno di 20 mila abitanti, circa un terzo in quelli con oltre 100 mila. La parte rimanente si divide tra i comuni compresi tra 20 mila e 100 mila abitanti. La dimensione raggiunta dalla popolazione straniera residente in Italia fa sì che essa rappresenti una componente importante rispetto al totale della popolazione. A livello regionale, la popolazione di cittadinanza straniera rappresenta più del 10% della popolazione complessiva in Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Lazio, Umbria e Veneto. È invece sotto il 4% in Basilicata, Molise, Sicilia, Puglia e Sardegna. A livello territoriale si riscontra una leggera prevalenza delle donne rispetto agli uomini nelle ripartizioni dell’Italia Centrale e Settentrionale, prevalenza che si azzera nella ripartizione meridionale (nel 2019 ancora resisteva) per poi invertirsi in quella insulare dove prevalgono gli uomini. Rispetto alla popolazione ottenuta a fine 2020 sulla base dei soli dati di flusso della dinamica naturale e migratoria rilevati nel corso dell’anno, segnala ISTAT, la correzione statistica censuaria aggiunge popolazione straniera nelle ripartizioni Centro-settentrionali (quasi +64 mila nel Nord Ovest; +66 mila circa nel Nord-Est; +48 mila al Centro), mentre rivede in detrazione i valori della ripartizione Meridionale e di quella Insulare (rispettivamente, -19 mila e quasi -8 mila stranieri). Le regioni che maggiormente hanno beneficiato della correzione statistica censuaria sono state la Lombardia (+45 mila), la Toscana (quasi +33 mila) il Veneto (+27.700) e l’Emilia-Romagna (+22 mila); viceversa, quelle che hanno riportato una maggiore contrazione di popolazione straniera sono la Calabria (quasi 10 mila stranieri in meno), la Campania (circa -7 mila stranieri) e la Sicilia (-5.500 stranieri). I dati per classi di ampiezza demografica dei comuni segnalano invece ovunque una maggioranza di donne: la prevalenza più ampia si riscontra nelle due fasce demografiche diametralmente opposte, ovvero nei comuni con meno di 5 mila e in quelli con oltre 100 mila abitanti. Le regioni con la maggiore percentuale di donne (sopra il 53% nel 2020) sono la Valle d’Aosta, l’Umbria e le Marche mentre la prevalenza maschile si riscontra soltanto in cinque regioni: Molise, Campania, Basilicata, Puglia e Sicilia. Il confronto col dato anagrafico segnala una quasi sistematica contrazione della percentuale di donne tra la popolazione straniera, con l’eccezione della Calabria. (Ran/Dire) 11:06 09-12-21

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