Covid. Binetti (UDC): regole difficili da comprendere e difficili da applicare - Ilmetropolitano.it

Covid. Binetti (UDC): regole difficili da comprendere e difficili da applicare

A velocità diversi decreti corrisponde nel paese un livello di insofferenza

(DIRE) Roma, 18 Gen. – “Alla velocità con cui si sovrappongono i diversi decreti corrisponde nel Paese un livello di insofferenza verso regole difficili da comprendere e quindi difficili da applicare. Per esempio non si capisce perché il Green Pass sia obbligatorio per entrare nella stragrande maggioranza dei negozi, ma siano esclusi supermercati, farmacie ed edicole. Per queste ultime vale il criterio che sono all’aperto, ma per i supermercati non si comprende perché non sia necessario il Green pass. Almeno per analogia con gli atri esercizi commerciali e tenendo conto che proprio nei supermercati si verifica la maggior concentrazione delle persone. Sembra una doppia penalizzazione per i negozi di quartiere, già schiacciati da logiche di mercato che li rendono non di rado più cari e ora meno accessibili. Anche per le farmacie appare paradossale che possano fare tamponi e somministrare vaccini, ma al tempo stesso non offrano nessuna garanzia a chi entra per acquistare un medicinale”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC.

“Anche la controversia sulle tabaccherie appare stucchevole: evidentemente- osserva Binetti- fumare non rientra tra le attività necessariamente collegate a bisogni primari. Doverci entrare con Green pass rafforzato può fare anche da deterrente a chi, abituato a fumare, potrebbe presentare il quadro tipico del fumatore cronico con sofferenza polmonare. Una condizione che rende più critica la situazione del Paziente affetto da Covid. Decidere dove si possa entrare con o senza green pass da vaccinazione rappresenta una scelta meno banale di quanto possa apparire. Chiama in gioco criteri di tutela della salute individuale e pubblica; ma richiede anche una razionalità che permetta di capire rapidamente perché lì si è lì no… senza lasciar emergere una cultura del sospetto, per cui alcune categorie sono trattate più duramente di altre. In tempi di impoverimento Generale; di esercizi commerciali chiusi con il centro storico delle grandi città desertificate, anche questi criteri concorrono a creare o a distruggere prudenza, coesione sociale e solidarietà”, conclude. (Com/Sor/ Dire) 12:44 18-01-22

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