Grande Barriera Corallina, avvistato rarissimo esemplare di polpo "arcobaleno" - Ilmetropolitano.it

Grande Barriera Corallina, avvistato rarissimo esemplare di polpo “arcobaleno”

Si tratta di un incontro ‘irripetibile’ di un esemplare femmina di una specie affascinante che non era stata avvistata per 20 anni

Delizierà i bambini che vedono le immagini e potrebbe persino diventare l’animale preferito dei nostri piccoli. Un polpo “arcobaleno” della specie Tremoctopus, è stato avvistato e segnalato da una biologa marina che faceva snorkeling sulla Grande Barriera Corallina. Questo “incontro irripetibile” con l’animale multicolore si è verificato, racconta Jacinta Shackleton, il 6 Gennaio scorso, mentre si tuffava intorno alla barriera corallina vicino a Lady Elliot Islandal largo della costa del Queensland nel nord-est dell’Australia.

La biologa marina ha sottolineato che “il primo maschio vivo è stato avvistato solo nel 2002”. Sono passati vent’anni, quindi, senza che l’inafferrabile polpo sia stato immortalato. Nel suo caso, è stata una femmina, che è più grande e ha una maggioranza e un potente colore arancione. “I colori del suo cappotto erano incredibili ed è stato affascinante vedere il modo in cui si muoveva nell’acqua. Secondo la Great Barrier Reef Foundation, organizzazione no-profit che opera per proteggere l’iconica barriera corallina, questo tipo di polpo viene visto molto raramente dato che si trova in mare aperto e non è facile individuarlo.

Tuttavia, questa giovane femmina di Tremoctopus si trovava in acque poco profonde, risultano ben visibile alla biologa: “Quando l’ho visto per la prima volta ho pensato che potesse essere un pesce giovane con le pinne lunghe, ma quando si è avvicinato ho capito che era un polpo ed ero felicissima, non potevo contenere la mia eccitazione”, ha dichiarato al sito web locale Bundaberg Now.

La Shackleton ritiene l’incontro come un’opportunità unica nella vita: solo una manciata di persone ne ha mai visto uno in natura. Qualche curiosità sul Tremoctopus: le femmine arrivano fino a 2 metri di lunghezza, mentre i maschi sono lunghi meno di 2,4 centimetri. Inoltre, solamente le femmine hanno dei mantelli che possono essere rimossi per distrarre o colpire i predatori. Pensate, un loro meccanismo di difesa prevede di staccare i tentacoli delle caravelle portoghesi, meduse particolarmente velenose, ma a cui i polpi sono immuni, per utilizzarli come “arma” a scopo difensivo. Sicuramente un incontro irripetibile per me, molto grato!” Scoperta per la prima volta nel 1963,questa specie, chiamata Tremoctopus, fa parte della famiglia dei molluschi cefalopodi e di solito si trova esclusivamente negli oceani tropicali.

Le femmine, come quella catturata da Shackleton, hanno membrane prominenti all’interno dei loro unici due tentacoli, la cui forma a foglio giustifica il nome che ricevono come polpo di manta. Quella specie di strato è usata per sembrare di dimensioni molto più grandi e quindi spaventare i loro predatori. Non hanno, come altri polpi, inchiostro per difendersi, quindi in caso di emergenza possono liberarsi della coperta per sconcertare il loro predatore ed essere in grado di fuggire. Per Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” finora gennaio è stato un mese ricco di scoperte e incontri interessanti nel mondo animale. Dopo la scoperta nel mare di Fasano, a Brindisi, ed è lì che è stato avvistato,  di un tremoctopus, cefalopode a metà tra un polpo e una seppia, l’attenzione si sposta su un incredibile filmato di un incontro irripetibile con un polpo, immortalato al di sopra della Grande Barriera Corallina che riportiamo di seguito: https://www.youtube.com/watch?v=-EqcmYEA66E

(foto di repertorio)

c.s. – Giovanni D’Agata

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