Reggio Calabria, Palazzo della Cultura: in mostra Banksy genio e artista innovatore - Ilmetropolitano.it

Reggio Calabria, Palazzo della Cultura: in mostra Banksy genio e artista innovatore

Foto di Silvana Marrapodi

10:37 – Il Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi” di Reggio Calabria ospita fino al 26 Febbraio 2022 la mostra “Banksy sullo stretto, Arte e impegno civile – An unauthorized exhibition” a cura di Stefano Antonelli e Gianluca Marziani. Il Palazzo della Cultura finì la costruzione nel 1934 e venne utilizzato come brefotrofio fino al 1970. Nel 2016, dopo aver ospitato uffici e Università, il Palazzo è diventato un museo che ospita alcune opere confiscate, tra cui emergono Dalì, De Chirico e Fontana. Tale Palazzo oggi si presta perfettamente ad ospitare le opere di un artista inglese particolarmente discusso e sfuggente, Banksy, che con la sua natura satirica e sovversiva, evidenzia gli aspetti turbolenti della società contemporanea.

Foto di Silvana Marrapodi

La mostra è stata concepita affinché il fruitore si immerga totalmente nelle opere, sentendo tuttavia oppressione e chiusura, quasi claustrofobica, dovuta alla scelta dell’assenza di luce naturale. L’artista pensa alle sue opere in contesti urbani, ampi e visibili, dunque le opere chiuse all’interno di un museo sembrano ristrette, ad evidenziare l’importanza della claustrofobia museale. Le opere esposte sono delle serigrafie numerate e firmate dall’autore, dunque non uniche nel loro genere, ma facenti parte di una serie numerata, evidenziando il senso di appartenenza, senza tuttavia perderne il valore economico. Al contrario, l’appartenere alla ristretta collezione con certificato d’autenticità aumenta il peso finanziario dell’opera stessa, superando così l’ “unicum” artistico.

Foto di Silvana Marrapodi

La mostra accoglie il fruitore con una serigrafia in cui emerge uno dei soggetti preferiti da Banksy: il carrello della spesa. L’opera, intitolata “Trolley Hunters”, raffigura una scena di caccia primitiva, in cui le prede sono carrelli della spesa, simbolo del consumismo e, in generale, del capitalismo. I visitatori sono dunque “lanciati” dentro il Mondo di Banksy, dove la critica alla “povertà umana” emerge fin dall’ingresso con il suo tipico taglio ironico. La sala successiva ospita la figura più temuta dall’uomo: il Tristo Mietitore, “Grim Reaper”. Sul quadrante dell’orologio di Londra, siede il Tristo Mietitore con tutti i suoi tratti caratteristici: il mantello, lo scheletro e la falce; tuttavia il volto è stato sostituito da un sorridente, e quanto più enigmatico, smile giallo. La raffigurazione del tempo che sfugge e corre veloce, restano solo 5 minuti alla Mezzanotte, aumenta la claustrofobia dell’esposizione, bisogna muoversi per viaggiare nella mente di uno straordinario artista, verso “HMW (His Master Voice)”.

Foto di Silvana Marrapodi

Il Palazzo della Cultura ospita al 3° piano un straordinaria collezione di grammofoni storici, pertanto l’opera “HMW” risulta in netto contrasto, ma particolarmente azzeccata per la location. Il cane seduto e “stufo” tiene un bazooka puntato contro il grammofono dal quale dovrebbe ascoltare la voce del padrone. Al fianco di “HMW”, un’altra opera denuncia la natura umana: “Laugh Now”. Una triste scimmia indossa un cartello sul quale emerge la scritta: “Laugh now, but one day we’ll be in charge” (“Ridi adesso, ma un giorno saremo noi a comandare“). Accanto a queste due opere, “Barcode”, un leopardo scappa dalla sua gabbia barcode verso il pubblico, con la sua sinuosa magnificenza, ma uno sguardo pronto ad attaccare. Ed ecco tra opere dedicate al soggetto preferito da Banksy, i ratti: “Get out while you can”, “Love Rat” e “Welcome to Hell”.

Foto di Silvana Marrapodi

La prima e l’ultima raffigurano un ratto con un cartello di protesta, la seconda un topo ha disegnato un cuore su un muro invisibile. Da tali scelte, si comprende come la sala ospita animali (cane, scimmia, leopardo, ratto) simbolo di una società che maltratta gli animali, ma è anche un monito, in quanto essi sono pronti a ribellarsi.

Lasciando indietro gli animali, si entra nella stanza in cui emerge l’aspra critica alla guerra e alle sue atrocità, tema tipico del pensiero banksiano. L’emblema di tale pensiero è “Love is in the air (Flower Thrower)”, apparso per la prima volta sul muro che separa gli israeliani dai palestinesi a Gerusalemme. L’opera raffigura un uomo mascherato che lancia un mazzo di fiori, simbolo di pace e bellezza, al posto delle bombe. Al suo fianco “Golf Sale”, un ragazzo ferma i carrarmati con un cartello “svendita Golf”, una protesta non violenta che ridicolizza sia guerra, che il capitalismo che le svendite.

Foto di Silvana Marrapodi

L’attentato a Ronald Reagan viene reinterpretato da Banksy come un ragazzo che scrive su un muro, ma viene fermato. La scritta dice: “I fought the law and I won” (“Ho combattuto la legge e ho vinto“). Emerge così l’unione di diverse tematiche, che mirano ad elogiare la libertà di espressione come potente arma. “Bomb Love (Bomb Hugger)” è una serigrafia in bianco e nero su sfondo rosa pop, in cui una bambina abbraccia una bomba, critica la giustificazione della guerra in Iraq, “una guerra per portare Democrazia”. Al suo fianco, ancora su sfondo rosa, “Grannies”, due nonnine cuciono a maglia dei maglioni sui quali emerge la scritta: “Punk not dead” (“I Punk non sono morti“) e “Thug For Life” (“Delinquente a Vita“). La soddisfatta aria delle due anziane e le scritte dei maglioni evidenziano come il tema centrale dell’opera sia la cultura sovversiva.

Foto di Silvana Marrapodi

Verso la fine della mostra, l’ultima sala ospita delle opere dai molteplici temi. Si viene accolti da “Welcome (Gros Domestic Product)”, un semplice zerbino, in cui la scritta “Welcome” e le fibbie sono state realizzate con il materiale dei giubbotti di salvataggio in mare. Il significato è evidente: denuncia il flusso di migranti e la rotta del mediterraneo del 2019. All’interno della sala è possibile notare una emblematica opera, non una serigrafia, ma ben due sterline da 10£, indubbiamente false, “Di-Faced Tenners”. Una delle sterline raffigura Lady D., Diana Spencer, principessa del Galles, moglie del principe Carlo fino al 1996, morì in un incidente d’auto nel 1997, con la scritta “Banksy of EngLand”. L’altra raffigura Charles Robert Darwin e un colibrì. Tali sterline vennero stampate in un milione di copie e lanciate sulla folla a Notting Hill Carnival, ma alcuni, credendo fossero vere, le hanno utilizzate per gli acquisti.

Foto di Silvana Marrapodi

Un minuscolo assaggio dell’enormità dell’artista è racchiuso in un Palazzo storico della Città di Reggio Calabria, evento unico nel suo genere, da visitare e rivisitare per scoprire nuove chiavi di lettura di Banksy, un artista pronto a denunciare gli orrori della società, anche quelli nascosti o quelli a cui si è ormai abituati. Banksy vuole stimolare il fruitore a indagare la realtà che lo circonda, approfondire gli eventi, comprenderli, e nel frattempo stimola le menti con il tipico humor inglese, così evidente nelle sue opere.

Silvana Marrapodi

Foto di Silvana Marrapodi

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