Il diritto alla Salute: ponti non muri, grazie alle sinergie istituzionali che dialogano su possibili soluzioni - Ilmetropolitano.it

Il diritto alla Salute: ponti non muri, grazie alle sinergie istituzionali che dialogano su possibili soluzioni

Il diritto alla salute tra i diritti umani è quello più delicato da monitorare e tutelare soprattutto quando si parla di vite umane e salute in ambito penitenziario dice l’avvocato Giovanna Russo, Garante delle persone private della libertà personale di Reggio Calabria.

Le questioni relative alla tutela della salute dei soggetti privati della libertà personale e, più in particolare, quello della medicina penitenziaria incontrano oggi la giusta sensibilità professionale e Reggio sta dimostrando che grazie alle sinergie interistituzionali che consentono un continuo e costruttivo confronto si potrà arrivare a definire la sanitaria penitenziaria non più di serie b come volgarmente ritenuta.

Infatti, la continua attività fra Istituzioni costituisce una rete che lavora senza sosta al fine di risolvere le criticità oggettive del sistema.

Ieri, in un caldo pomeriggio di inizio luglio, il Commissario Straordinario del GOM di Reggio Calabria Dr. Gianluigi Scaffidi, la Comandante del Nucleo cittadino, dott.ssa Iolanda Giada Graziano, l’Ispettore Capo della polizia penitenziaria, Maurizio Policaro hanno accompagnato la Garante, avv. Giovanna Russo, in una visita ispettiva di ricognizione dello stato effettivo delle cellette situate al piano IV del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.

Durante la visita si è potuto riscontrare come sia necessario eseguire dei lavori di manutenzione, per rendere migliori i già dignitosi locali perché non esistono differenze tra il paziente libero ed il paziente detenuto. Il diritto alla cura – ha ribadito con grande senso di umanità e ampia visione il Dr. Scaffidi – passa anche e soprattutto dal garantire una degenza dignitosa a tutti coloro che necessitano di ricovero senza differenza alcuna.

La Polizia Penitenziaria, per parte sua, ha rappresentato alcune difficoltà oggettive per la nota carenza di personale ed anche sul punto le parti hanno vagliato un’ipotesi operativa a maggior tutela delle persone private della libertà personale e a supporto dei notevoli sforzi operati da tutto il corpo della polizia penitenziaria.

Nei giorni scorsi la Garante avv. Russo ha, inoltre, incontrato la Commissaria dell’Asp di Reggio Calabria dott.ssa Lucia di Furia e grazie alle proficue interlocuzioni si terrà nei prossimi giorni il secondo incontro del Tavolo Tecnico sulla sanità penitenziaria con allargamento dei soggetti istituzionali coinvolti che hanno dimostrato ampia sensibilità al tema ed alle criticità. Si dà atto, infatti, della delibera n. 599/2022, a firma della Commissaria e già predisposta di concerto tra il Garante ed il precedente Commissario straordinario dell’ASP, con la quale si implementa il numero di ore specialistica ambulatoriale interna negli Istituti penitenziari.

Tutte le parti in causa hanno una visione chiara del problema che non lascia nulla al caso.

La Garante sente di voler ringraziare quanti si stanno adoperando all’interno degli Istituti per garantire una vita dignitosa alle persone detenute. Sostiene fermamente che ben conoscendo le criticità che oggi esistono, bisogna concentrare le varie energie sul da farsi seguendo dettagliatamente la legge e le relative procedure. Questo è il vero riscatto del nostro territorio a maggior tutela delle persone recluse.

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