(DIRE) Roma, 24 Mag. – Riso e latte, tende e coperte ma anche pozzi per l’acqua potabile e latrine da campo per prevenire malattie come colera, diarree e gastroenteriti: queste le priorità per le persone fuggite dal conflitto in Sudan sulle quali si sono impegnati la Caritas e il vicariato apostolico di Mongo, nelle regioni frontaliere dell’est del Ciad. L’iniziativa, con un appello alla solidarietà anche all’Italia, è comunicata in una lettera da fra’ Fabio Mussi, economo locale, del Pontificio istituto missioni estere (Pime). “A oggi oltre 30mila persone del Darfur sudanese hanno trovato rifugio nelle province confinanti del Ciad” si legge nel testo, condiviso anche con l’agenzia Dire. “L’afflusso dei profughi continua ancora a un ritmo di circa 5mila persone alla settimana e si prevede che non si arresterà nei prossimi mesi, almeno fino a quando gli scontri non cesseranno definitivamente”.
Nella lettera è descritto punto per punto l’impegno del vicariato e della Caritas locale. “Per i prossimi tre mesi è stato deciso di concentrare gli interventi per un sostegno a 300 famiglie, circa 2mila persone, in gran parte donne e bambini” sottolinea fra’ Mussi. “Il preventivo globale di spesa è pari a 62.460.000 franchi Cfa, corrispondenti a 95.220 euro”. Tre i settori prioritari di servizi e forniture: beni di prima necessità come riso, pasta, zucchero e latte, in coordinamento con il World Food Programme (Wfp) delle Nazioni Unite; prodotti per migliorare le condizioni di vita come tende, stuoie, vestiti, coperte, pentole o secchi; latrine da campo e acqua potabile grazie alla realizzazione di pozzi.