Peste suina. Lombardia, a Pavia Fontana stringe su contenimento cinghiali

Si alza livello di guardia al confine con il Piemonte

(DIRE) Milano, 6 Giu. – Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato un’ordinanza contenente disposizioni per la prevenzione e il controllo della Peste Suina Suina Africana (PSA), una malattia virale non trasmissibile all’uomo che colpisce i suini e i cinghiali. Attualmente nessun caso di PSA ha interessato direttamente la Lombardia ma, soprattutto in provincia di Pavia, l’attenzione è altissima, in quanto si tratta del territorio più vicino alle aree infette del Piemonte.

La vicinanza rispetto agli ultimi rinvenimenti di cinghiali positivi in Piemonte ha portato all’allargamento della zona di restrizione che, in base ai regolamenti comunitari emanati ad inizio Giugno, comprenderà anche porzioni dell’Oltrepò pavese, dove saranno ampliati i contenimenti dei cinghiali anche attraverso azioni notturne.

foto di GNS

Pur essendo il pavese un territorio a scarsa vocazione suinicola, da Palazzo Lombardia avvertono come sia “fondamentale mettere in atto tutte le misure necessarie per ridurre al minimo il rischio che la malattia entri nella pianura padana lombarda, dove sono allevati circa 5 milioni di suini che, oltre a rappresentare una delle principali filiere per l’economia agricola regionale, alimentano molte delle più famose specialità Dop italiane”.

Il patrimonio suinicol lombardo pesa per più del 50% sull’intero comparto nazionale e in caso di diffusione della PSA nel territorio di pianura si determinerebbe quindi un rischio sanitario diretto per la zootecnia regionale con danno economico pesantissimo, stimato in circa 60 milioni di euro al mese.

L’atto firmato da Fontana recepisce le indicazioni contenute nelle recenti normative europee e nell’ordinanza emessa a fine maggio dal Commissario Straordinario alla PSA Vicenzo Caputo. L’ordinanza contiene nuove disposizioni che regolamentano non solo la sorveglianza sanitaria attiva e passiva ma anche le attività umane all’aperto, compresa la gestione faunistico venatoria.

Nel dettaglio, nei Comuni in provincia di Pavia dell’Oltrepò interessate dall’ordinanza verranno rafforzate e ampliate una serie di attività di controllo della popolazione di cinghiali, tra cui “il potenziamento della ricerca attiva delle carcasse di cinghiale attraverso ditte specializzate e personale della protezione civile, per favorire i test su positività da PSA prima dello smaltimento”.

Verranno inoltre potenziate le attività di controllo faunistico del cinghiale “che avverrà attraverso abbattimenti selettivi e con l’utilizzo di gabbie di cattura, coordinate dalla Polizia provinciale di Pavia, con il divieto di movimentazione delle carni al di fuori della zona e quello di autoconsumo”. Gli abbattimenti avverranno anche “in azioni notturne e da veicolo almeno tre volte a settimana, avvalendosi di figure professionali del settore”. (Nim/ Dire) 18:58 06-06-23

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