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Imprese. Export in Toscana +8%, ma frenano moda e abbigliamento

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Corre il settore farmaceutico, Intesa: ‘Fotografia a due velocità’

(DIRE) Firenze, 24 Ott. – Le esportazioni dei poli tecnologici e delle specializzazioni distrettuali della Toscana crescono dell’8% nel primo semestre del 2023, raggiungendo un controvalore di 15,3 miliardi. A confermarlo è l’analisi della direzione Studi e ricerche e Intesa, presentata oggi a Firenze nella sede della direzione Toscana e Umbria della banca. L’ormai tradizionale monitor distretti, tuttavia, presenta il quadro di un’economia a due velocità.

A brillare è soprattutto il settore farmaceutico, con un’espansione del 67,6%, all’estremo opposto il sistema moda- il più rilevante in termini di volumi di vendite pari a 8,3 miliardi- accusa una leggera riduzione del fatturato con l’estero, ma con una contrazione molto marcata per la pelletteria e il calzaturiero fiorentino che mette a segno un poco lusinghiero -7,4%. In valori assoluti questo dato corrisponde a una caduta di 261,8 milioni di export. Del resto, l’elevata specializzazione e competitività raggiunta, punto di tenuta del sistema dei distretti, deve fare i conti con le tensioni geopolitiche che zavorrano le performance economiche rispetto al biennio post-Covid 2021-2022.

“Il report ci consegna una fotografia a due velocità- spiega nel corso di una conferenza stampa Tito Nocentini, direttore regionale Toscana e Umbria di Intesa- da una parte abbiamo distretti importanti, come la farmaceutica, la meccanica, l’oreficeria in particolare di Arezzo, che crescono in maniera significativa rispetto al primo semestre dell’anno scorso, mentre un sistema sicuramente cruciale come la moda legato al lusso, alla pelletteria, all’abbigliamento è in rallentamento rispetto al 2022”.

Tuttavia, pure nel macrosistema moda ci sono delle sfumature positive: “Rallenta in maniera più accentuata Firenze- rileva Nocentini- accelerano, invece, i distretti dell’aretino sia dell’abbigliamento che della pelletteria. Un quadro che quindi ci porta a leggere sia segnali positivi che negativi, in un contesto generale in cui le esportazioni regionali, se viste al di là dei distretti industriali, crescono in maniera importante rispetto allo scorso anno”.

A influire, va detto, è anche il rialzo dei tassi da parte della Bce che punta a rimettere sotto controllo l’inflazione ma, precisa il direttore di Intesa, “in un contesto controllato. Non ci sono dunque avvisaglie di un contesto recessivo, ma di un rallentamento forte e questo ci fa ben sperare per il 2024, anno nel quale soprattutto nella seconda parte crediamo e restiamo convinti che ci siano tutti i presupposti perché ci possa essere una ripresa economica e, quindi, un’accelerazione non solo di tutti i settori legati al mondo dell’export, ma più in generale del sistema economico regionale”. (Red/ Dire) 12:43 24-10-23

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