ilmetropolitano.it » SPORT » Reggina: l’importanza di capire e soprattutto spiegare cosa si vuol fare da grandi

Reggina: l’importanza di capire e soprattutto spiegare cosa si vuol fare da grandi

0 comments
Stadio Oreste Granillo

Archiviata l’umiliazione della sconfitta maturata sul campo maturata ad opera del Città di Sant’Agata, la nuova Reggina si prepara al secondo ed ultimo recupero infrasettimanale contro il Lamezia. La sicura vittoria a tavolino che maturerà a causa dell’errore sui cambi della panchina siciliana non può e non deve mitigare l’umiliazione subita dai 4.000 del Granillo che in pochi mesi sono passati dal sogno del ritorno in serie A a doversi subire un campionato dove in nemmeno un mese abbiamo assistito a dirigenti guardialinee e ricorsi per il mancato rispetto della regola sui fuoriquota come nei nostri polverosi campi di terza categoria di provincia.

Domani arriva il Lamezia e sarà un’occasione per riscattarsi davanti alla tifoseria e un’occasione per esorcizzare l’incubo del periodo del lametino Saladini più volte “citato” anche nell’ultima partita dalla fantastica Curva Sud. Alcune considerazioni però dopo questa manciata di partite dobbiamo farle. La nuova società la abbiamo accolta senza preclusioni di sorta, senza pregiudizi e, nonostante le capacità economiche visibilmente non eccelse, abbiamo sperato che la sbandierata programmazione ci avrebbe fatto intravedere un futuro roseo nonostante la categoria.

Avremmo sperato di potere scrivere di una neo società organizzata, con un visibile progetto a medio lungo termine e avremmo sperato di potere invitare i nostri lettori a non pretendere di stravincere questo campionato, perché essendo partiti in notevole ritardo gli inciampi sono quasi obbligatori, ma guardare ad un domani sicuramente migliore perché “sanno il fatto loro”. Ahinoi questa speranza è già morta prima della fine di Ottobre.

Una squadra costruita con poco senso logico, senza un reparto avanzato degno di questo nome, imbottita di over nei centrali difensivi e sguarnita in attacco dove si pensa che il solo Coppola, che ha appena compiuto 18 anni, possa sostenere una squadra che dichiara di avere ambizioni di vertice. Si è scelto Rosseti, negli ultimi anni più infortunato che in campo e che non ha mai notoriamente timbrato molti cartellini quando non era fermo ai box. Ora si è puntato su un argentino che oltre a non avere numeri da bomber potrà materialmente mettere piede in campo a metà novembre.

Ci sarebbe piaciuto pensare che, comunque, si tratta di un investimento per il futuro perché si stanno gettando le basi per quello sbandierato progetto a medio-lungo termine ma, ahinoi, al puntero argentino è stato fatto un contratto di un solo anno. Non si pretende di vincere il campionato quest’anno ma si pretende serietà e chiarezza. La città e la tifoseria ha risposto a scatola chiusa, nonostante il trauma del secondo fallimento in 8 anni, con la sottoscrizione di 3.000 abbonamenti e con numeri importanti in trasferta.

Questa gente merita chiarezza, merita di essere guardata in faccia e di conoscere cosa si vuole fare da grandi. Merita di sentirsi dire che si sta facendo di tutto per lottare per il primo posto fino a maggio e qualora una delle corazzate, partite molto prima di noi, taglierà per prima il traguardo merita di sentirsi dire “tranquilli l’anno prossimo ammazziamo il campionato”. Purtroppo però, speriamo di sbagliarci, diamo l’idea di tirare a campare e la società nonostante lo sbandierato buisness plan ci sembra confusa e ci sembra non aver capito che la piazza di Reggio Calabria non è quella di un qualunque paesino della provincia siciliana.

Guardateci in faccia e diteci come stanno le cose, il tifoso reggino pretende ma capisce. Non tolleriamo, però, chi ci prova a prenderci per il naso, siamo stati già fregati da chi si è tatuato il nostro stemma e chi con i denti sbiancati ha baciato la nostra gloriosa maglia. Ora basta, non lo meritiamo. Non vogliamo fare anche noi le “vedove di Bandecchi” anche se la scelta del Comune ci sembra davvero illogica e mortificante per una piazza ambiziosa e storica come la nostra.

Non abbiamo e non potremo avere mai alcuna controprova dei risultati sul campo ma ci sono dei dati inconfutabili, sicuramente l’altra cordata di pretendenti aveva molte più capacità economiche e aveva già bloccato molti calciatori e dirigenti che hanno la maglia amaranto cucita addosso.

Pertanto vi chiediamo e pretendiamo chiarezza . Guardateci in faccia e diteci, se siete nelle condizioni di farlo, “faremo di tutto per riuscirci quest’anno ma se non ce la faremo state tranquilli n’atr’annu mmazzamu u campionatu”. Se così non fosse, se non siete in grado di darci queste certezze, noi vi capiremo ma vi diciamo con fermezza … togliete il prima possibile il disturbo grazie!

RDL

You may also like

ilMetropolitano.it
Quotidiano di approfondimento online