La Calabria autentica di Lear appassiona Le Muse: presenti tanti amministratori dei Comuni del Sentiero dell’Inglese

L’associazione culturale Le Muse “Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria ha tenuto domenica scorsa il suo settimo appuntamento di questa nuova programmazione 2023/2024, con una conversazione dedicata ad uno dei più grandi scrittori e viaggiatori  “Edward Lear”.

Il presidente Muse prof. Giuseppe Livoti, in apertura di manifestazione, ha ricordato come tale incontro, rientra in una serie di momenti monografici, dedicati alla memoria di  figure importanti che hanno avuto a che fare con la storia e la cultura calabrese. Non potevamo non invitare il prof. Raffaele Gaetano, tra i massimi esponenti della cultura nazionale che ha approfondito con studio, passione e competenza l’opera grafica di Edward Lear, contribuendo con la pubblicazione di importanti testi dal valore scientifico come “Per la Calabria selvaggia” (Laruffa), “Edward Lear. Cronache di un viaggio a piedi nella Calabria del 1847” (Laruffa).

I Giornali di viaggio in Calabria e nel Regno di Napoli di Edward Lear rappresentano un capolavoro senza tempo della letteratura di viaggio, sorta di zibaldone di ritratti abbozzati che sanno scivolare dalla malizia bonaria al comico e specola sul carattere delle popolazioni meridionali. Testo che ha a corredo venti illustrazioni topografiche di romantica elezione, il che ne ha fatto un libro nel libro di eccezionale valore artistico-documentario. Qui si propone la traduzione dei capitoli di soggetto calabrese allestita anni fa da Giuseppe Isnardi – che Lear conobbe ancora bambino a Sanremo – in un forbitissimo stile letterario e fiorito capace di restituirci una terra ancora primitiva, arcaica, ingenua, ha concluso Livoti.

La prof.ssa Antonella Mariani ha introdotto la serata ed ha evidenziato che Lear non fece una vita semplice, lui, penultimo di 21 figli ha conosciuto la povertà, ma, nonostante tutto ha da sempre avuto un attento concetto della bellezza, quella bellezza che lo ha portato col suo viaggio in Calabria, diciannovenne, a conoscere luoghi inesplorati dagli intellettuali dell’epoca che si fermano come limite massimo alla città di Napoli. Un percorso in una “terra desolata” continua la Mariani ricca di un concetto di bellezza che a volte ancora oggi diamo per scontata. L’editore Roberto Laruffa si è soffermato sull’elemento identificativo della produzione editoriale dove ampio spazio, ha Lear col suo viaggio in Calabra, testo ripubblicato più volte negli ultimi 20 anni. Le ricerche del professore Raffaele Gaetano attraverso viaggi mirati, consulti, ricerche sui luoghi, aneddoti e aspetti inediti hanno dato alla luce quattro pubblicazioni e presto ci sarà una grossa novità.

Lo studioso Gaetano ha riletto Lear e i suoi paesaggi alla luce della vasta produzione letteraria inglese ottocentesca che si impernia su “pittoresco” e “sublime”, ricercando le radici della poetica di Lear nel ricco “crogiolo” sette-ottocentesco inglese.

Lear conosceva ed apprezzava, naturalmente, le opere dei maggiori pittori di paesaggio: Lorrain, Poussin, Salvator Rosa, Turner, Constable, … Egli è, infatti, tra i più grandi pittori di paesaggio che ricercavano gli aspetti di terribilità primordiale (vertiginosi precipizi, strapiombi, formazioni rocciose denudate, …) nei quali la Natura ha lasciato tracce della sua potenza formativa, per far affiorare le emozioni dell’anima, in specie di poeti, pittori e ricercatori di forti suggestioni.

L’osservazione della Natura, com’è noto, produce immagini molto diverse a seconda delle stagioni, delle ore del giorno (alba, imbrunire, pieno sole, …) e non si può non concordare con chi ha affermato: « … e’ la vista, più che ogni altro senso, che nutre l’immaginazione… » (Joseph Addison). La sensazione del sublime è provocata ed esaltata dal vuoto, dall’oscurità, dalla solitudine e dal silenzio ma anche dall’essere la Natura dei luoghi prescelti, incontaminata se non addirittura ostile e violenta: si intuisce, per esempio, il logorio delle acque dei torrenti che si è incaricato di scavare le formazioni rocciose, creando nell’arco dei millenni strapiombi, burroni e letti di fiumare accecanti con i loro letti sabbiosi e pietrosi. Ma altri accedenti della Natura sono la causa del formarsi di paesaggi aspri e inquietanti ma anche maestosi e romantici.

È già di per se singolare che Lear, individuata una “regione” e più in particolare un’area della stessa (attraverso letture preventive e cartografia), decida di percorrerla a piedi … e di non accontentarsi di percorrerla semplicemente da nord a sud, lungo la direttrice Napoli-Reggio; ma piuttosto decide di raggiungerla via mare, arrivando a Messina, dunque in prossimità della città più grande della Calabria meridionale, dalla quale iniziare il suo percorso, salvo recarsi, di ritorno a Reggio, a Pentedattilo che aveva “saltato” all’inizio vedendola e ammirandola solo da lontano. All’appello lanciato nei giorni scorsi dal presidente Muse Livoti ai sindaci dei comuni che ricadono sul Sentiero dell’Inglese percorso da Lear hanno risposto per Motta San Giovanni l’assessore Enza Mallamaci, per Bova Marina l’assessore Francesco Plutino, per  Staiti il preside Leone Campanella, per Roghudi il sindaco Pierpaolo Zavettieri e per Reggio Calabria l’assessore alla pubblica istruzione Anita Nucera. Tutte le autorità presenti in sala hanno più volte ribadito che serve una viabilità maggiore nella nostra provincia per collegare questi siti importantissimi e la copiosa ricerca effettuata dal prof. Gaetano, dimostra che si possono creare più punti di osservazione per i vari borghi, magari identificandoli con monumenti di nuova creazione o riferimenti artistici creando così una novità nei percorsi turistici. Il Comune di Staiti, invece, si appresta ad aprire un Museo del territorio dove le riproduzioni dei disegni di Lear troverebbero grandi spazi.

Alle Muse, in una sala gremitissima, una serata densa e incalzante, che ha ricostruito con lucidità lo zigzagare squinternato e picaresco dell’artista nell’antico Bruzio ospite di nobili eruditi, borghesi industriosi, autorità devote, religiosi anchilosati nel ruolo di lacchè, plebi anonime ridotte al ruolo di comparse di una rigida liturgia. Il tutto anche con letture estrapolate dalle ricerche del prof. Gaetano rilette per l’occasione dal Laboratorio di Lettura con Clara Condello, Santina Milardi, Sonia Impalà. Libri e testi indispensabili per chiunque ami e studi la letteratura di viaggio.

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