(DIRE) Roma, 29 nov. – La Commissione elettorale centrale del Madagascar (Ceni) non ha ancora ufficializzato i risultati del primo turno delle presidenziali del 16 novembre, dopo che la Corte suprema ha ricevuto 16 ricorsi per irregolarità che contestano i risultati. A presentarli, non solo i candidati d’opposizione, ma lo stesso capo di Stato uscente Andry Rajoelina, che risulterebbe vincitore al primo turno con oltre il 60% dei consensi.
Secondo quest’ultimo, i voti che la Ceni gli ha attribuito sarebbero “bassi e irrealistici”, mentre gli oppositori – che avevano invitato gli elettori a boicottare le urne – denunciano irregolarità prima e durante le procedure di voto. Intanto, Tahina Ravelomanana, responsabile della sezione anticrimine della Gendarmeria, nella serata di ieri ha fatto sapere che “due colonnelli dell’esercito sono stati arrestati” con l’accusa di “tentata contestazione delle elezioni e destabilizzazione del governo”.
I due ufficiali delle Forze armate, di cui non si conosce l’identità, avrebbero cercato di “corrompere i comandanti di battaglione della capitale di Antananarivo” per “incitarli all’ammutinamento”. Le tangenti, come ricostruisce la stampa internazionale, sarebbero ammontate a circa 25mila euro a testa e avrebbero riguardato diversi ufficiali dell’esercito, in modo che nel giorno delle votazioni spingessero i soldati – dispiegati in forze nella capitale per scongiurare i disordini dei giorni precedenti – ad alimentare caos ed incidenti. (Red/Dire) 11:11 29-11-23