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Sanità. Ambulatori privati: no a norme ingiuste che favoriscono farmacie

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(DIRE) Roma, 7 Giu. – L’Uap, l’Unione degli Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, che conta più di 95.000 strutture sanitarie capillarmente distribuite su tutto il territorio nazionale, “in persona del suo presidente, Mariastella Giorlandino, si rivolge a tutti i politici e alla classe dirigente del Paese per fare chiarezza verso l’opinione pubblica sulle recenti proposte di modifica normativa che vorrebbe estendere alle farmacie la possibilità di esercitare attività sanitarie, senza il rispetto degli oltre 420 requisiti richiesti alle strutture sanitarie private autorizzate e private convenzionate”. Così una nota.

In particolare, l’Uap, spiega il comunicato, “vuole che l’opinione pubblica sia portata a conoscenza del fatto che tali provvedimenti normativi potrebbero autorizzare le farmacie ad esercitare servizi sanitari senza dover ottenere preventivamente alcuna autorizzazione regionale, volta ad accertare la sussistenza dei 420 requisiti di qualità, di professionalità e strutturali richieste invece alle strutture sanitarie private autorizzate e accreditate, previsti a tutela e garanzia della salute dei cittadini. Al riguardo, basti considerare che le strutture sanitarie ogni qualvolta intendano anche semplicemente ampliare una branca medica rispetto a quelle già autorizzate, devono ripresentare alla Asl e alla Regione una specifica domanda di autorizzazione, che presuppone una ulteriore preventiva verifica della sussistenza di tutti i requisiti già verificati precedentemente, il tutto a tutela e garanzia della qualità dei servizi resi. Tutto ciò – inspiegabilmente – non verrebbe richiesto alle farmacie, che potrebbero svolgere, in caso di approvazione del recente Ddl, tali attività senza la presenza del medico e senza le dovute autorizzazioni regionali, ma solo in virtù di una semplice autorizzazione comunale/Asl alla vendita dei farmaci, cosa che evidentemente non basta per erogare prestazioni sanitarie”.

A questo punto, sarebbe giusto per ristabilire una perequazione normativa che le strutture sanitarie fossero messe in grado di vendere farmaci senza alcuna autorizzazione al riguardo”. “Ci rimettiamo, quindi, al buon senso del Governo e del Parlamento- dice ancora l’Uap- oltre che del presidente della Repubblica, supremo custode delle leggi e della Costituzione, affinchè si eviti una ingiusta sperequazione a solo vantaggio delle farmacie, per impedire iniziative legislative e regolamentari autonome da parte delle singole Regioni; Vi richiamiamo al valore normativo unitario del D.Lgs. 502/1992, norma nazionale pienamente in vigore e che impone regole chiare per le strutture sanitarie private autorizzate e private convenzionate, che operano regolarmente da decenni come presidio clinico di prossimità. Attiveremo ogni iniziativa per evitare che il Parlamento approvi la prospettata parificazione delle farmacie ai laboratori di analisi e ambulatori e poliambulatori, e vigileremo per fornire ad ogni cittadino un’informazione corretta e di presidio della salute pubblica e privata. Questo è il nostro lavoro di ogni giorno”. (Com/Red/ Dire) 17:33 07-06-24

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