All’indomani dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, il dollaro segna uno “spot rate” a 7,2749 e un “offshore rate” a 7,2794 sul suo maggior competitor, lo Yuan cinese. E’ l’effetto della politica estere promessa dal Tycoon relativa ai dazi commerciali per le merci provenienti dalla Cina.
Unico strumento di carattere economico che può essere messo in atto da Pechino per attenuare la politica dei dazi è la svalutazione dello Yuan. Al momento la banca centrale cinese ha rafforzato la sua valuta con 183 punti base fissando la parità col dollaro statunitense a 7,1703 pb.
Un ulteriore scossone è avvenuto sul mercato delle valute cyber ma lì è ancora prematuro capire come si evolveranno, certo è che diverranno sempre più parte della vita economica e pubblica.
HTTH