In Congo i ribelli del movimento M23 rivendicano la presa di Goma, determinante il contributo dell’esercito ruandese. I ribelli sono entrati in città dopo un assedio che durava da alcuni giorni. La località del Nord Kivu, che conta un milione di abitanti e dove vivono anche altrettanti sfollati, è sul punto di cadere.
L’avanzata dei guerriglieri andava avanti da settimane, di fronte ad un esercito congolese superato dagli eventi e i cui soldati a Goma sono stati invitati dai ribelli a deporre le armi. Ulteriore segnale del caos, la prigione è stata data alle fiamme dopo un’evasione di massa.
Nella regione sono presenti anche i caschi blu dell’ONU della missione Monusco e la forza di interposizione dell’Africa australe SAMIRDC, fra i cui soldati si contano almeno 13 vittime negli ultimi giorni.
L’M23 (movimento 23 marzo) aveva già occupato Goma provvisoriamente nel 2012, rimanendo poi sconfitto militarmente l’anno seguente. Dal 2021 l’M23 combatte periodicamente e prende il controllo di vaste zone della Rdc orientale, costringendo centinaia di migliaia di civili a fuggire. Dopo una pausa nei combattimenti alla fine di luglio dello scorso anno, i combattimenti sono ripresi intensamente ad ottobre, per poi intensificarsi ulteriormente alla fine di dicembre. L’organizzazione per i diritti umani Amnesty International ha dichiarato che un significativo aumento degli attacchi in aree civili da entrambe le parti nel mese scorso ha avuto conseguenze devastanti per i civili.
foto da archivio
MC