Un anno fa, in un clima carico di aspettative e qualche dubbio, la Juventus aveva scelto di affidarsi a un tecnico emergente, noto per aver guidato il Bologna in una stagione straordinaria che aveva riportato il club in Champions League dopo sessant’anni. La scelta, in apparenza logica e contemporanea, mirava a segnare una svolta radicale: abbandonare il modello degli aumenti di capitale e puntare su un progetto sostenibile, capace di valorizzare la Next Gen e rivoluzionare l’idea di gioco di una squadra a lungo condannata al digiuno di Scudetti.
Già dalla finale di Coppa Italia traspariva la volontà di cambiamento, con Cristiano Giuntoli fermamente deciso a sostituire Max Allegri, protagonista di un passato ritenuto ormai superato dagli appassionati. L’intera vicenda fu presentata come l’inizio di una nuova era, in cui un giovane allenatore, moderno e dinamico, avrebbe dovuto trasformare ogni elemento della rosa in potenzialità vincenti.
Tuttavia, la realtà purtroppo per il tifosi e sostenitori della Juventus, si è rivelata ben diversa: nove mesi con Thiago hanno evidenziato un insuccesso, facendo emergere numerose criticità e lasciando una rottura con il “clima” Juventus. La promessa di innovazione e sostenibilità si è infranta, e oggi molti nostalgicamente rimpiangono il periodo di stabilità sotto la guida di Massimiliano Allegri, (all’epoca criticato per un gioco non troppo offensivo) evidenziando come il progetto abbia portato soltanto a delusioni e risultati deludenti.
Ciò dimostra che, anche le idee oculate e rivoluzionarie, quando non tradotte in pratica quotidiana, possono culminare in delusioni sportive in questo caso. Avranno sicuramente contribuito all’insuccesso Juventus, oltre al gioco non da top team anche gli infortuni ed uno “spogliatoio” probabilmente mai identificato come tale.
Questo il commento tratto dal sito ufficiale, Juventus.com, di Thiago Motta, che comunque rimane un professionista di primo livello, al momento dopo il saluto al club Bianconero. “Ho vissuto momenti intensi, affrontati sempre con massima determinazione e volontà di migliorare ogni giorno. Ringrazio la proprietà per avermi dato la possibilità di fare parte di questo grande club, la dirigenza e tutte le persone del club che mi hanno sostenuto nel lavoro quotidiano, i giocatori per il lavoro e l’impegno profusi fin dal primo giorno insieme. Auguro ai tifosi e alla Juventus il meglio per il futuro“.
Al sostituirlo in questi mesi sino alla conclusione del campionato l’ex difensore bianconero anche lui passato già ad allenare con buoni risultati Igor Tudor. La tifoseria lo ha già accolto al meglio sui social network sui quali si sprecano i messaggi di bentornato alla Juve. Tra i club in cui ha allenato: il Paok, il Galatasaray, l’Udinese, il Verona, il Marsiglia, la Lazio.
Bart Zag