Giorgia Meloni ha “rivendicato” ieri pomeriggio la stabilità del suo governo, e lo ha fatto ricordando che esattamente ieri è entrato nella lista dei 5 governi più duraturi della Repubblica Italiana, seppur dopo “sole” 887 giorni (886 governo Prodi) di amministrazione al 27 Marzo. Superati altri 63 governi precedenti in quasi 127 settimane.
La premier invita a riflettere sul fatto che in 79 anni si sono alternati 68 governi, non riuscendo mai a portare a termine i programmi per i quali erano stati eletti in quanto i loro mandato finiva sempre anzitempo. Danni all’economia del Paese, all’immagine internazionale dell’Italia, alla stabilità interna alla fiducia dei cittadini.
Questa volta a due anni e mezzo dall’inizio di questa amministrazione di Centrodestra la Maggioranza è ancora coesa, ed ha intatto l’indice di gradimento dei cittadini italiani. Sembra scontato ma non lo è guardando al passato, fa notare il Presidente del Consiglio.
Su questa “scia” di gradimento e stabilità si inserisce la riforma del Premierato, che continua il suo iter parlamentare, dare agli italiani la possibilità di eleggere direttamente, così come accade in tantissime altre nazioni democrati nel mondo, il capo del governo.
“Una riforma che io considero essenziale per l’Italia, perchè fa due cose: restituisce ai cittadini il pieno potere di scegliere da chi vogliono essere governati e garantisce che chi viene scelto abbia il tempo necessario per realizzare il mandato che ha ricevuto“, queste le parole esatte che Giorgia Meloni ha diffuso tramite le sua pagine ufficiali dei social network.
Si tratta di una scelta oculata ed indispensabile per effettuare delle strategie di lungo periodo che poi sono quelle che vanno ad incidere maggiormente nella vita del Paese rendendolo più competitivo ed autorevole. E’ ovviamente un provvedimento che andrà ad incidere sui governi che l’Italia eleggerà in futuro e non sull’attuale ha puntualizzato Giorgia Meloni.
Fabrizio Pace

foto di GNS