L’Università della Calabria si erge trionfante al vertice della prestigiosa classifica Censis dei grandi atenei statali, riservata agli istituti con una popolazione studentesca compresa tra 20.000 e 40.000 iscritti, ottenendo uno straordinario punteggio di 92,2. Gli altri atenei calabresi seguono con risultati meno brillanti: la Magna Graecia di Catanzaro si posiziona sedicesima tra i medi atenei (10.000-20.000 iscritti), mentre la Mediterranea di Reggio Calabria guadagna il quinto posto tra i piccoli atenei (meno di 10.000 iscritti).
Lo studio Censis evidenzia una ripresa significativa delle immatricolazioni presso le università del Mezzogiorno e delle Isole (+4,2%), contrapponendosi al decremento registrato nel Centro (-3,6%) e nel Nord Ovest (-2,5%), territori che l’anno precedente avevano attratto un elevato numero di studenti. L’ambito delle discipline sanitarie si conferma il più ambito, con una crescita vertiginosa delle immatricolazioni (+7%), trainata da corsi come Medicina, Professioni Sanitarie e Farmacia. Positive anche le performance di Scienze Motorie (+5,5%) e di Educazione e Formazione (+5,9%).
Pubblicata quest’oggi, la classifica Censis delle Università italiane, che celebra la sua edizione 2024/2025, si articola in ben 70 graduatorie, frutto dell’analisi di 963 variabili, e rappresenta da oltre vent’anni una bussola per guidare i giovani diplomati nella selezione del loro percorso accademico.
Tra i mega atenei (oltre 40.000 iscritti), Padova conserva il primato (89,5), seguita da Bologna e dalla Sapienza di Roma, mentre fra i medi domina l’Università di Trento (94,5), seguita da Udine e Sassari. Camerino continua a brillare tra i piccoli atenei, con un punteggio eccezionale di 98,8, seguita da Tuscia e Macerata.
LL
