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Australia: L’opposizione fa retromarcia, niente più licenziamenti e tagli al lavoro da remoto

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Queensland - Australia mappa

Il più importante partito di opposizione in Australia, guidato da Peter Dutton, ha recentemente compiuto una significativa inversione di rotta rispetto alle promesse elettorali riguardanti l’eliminazione del lavoro da remoto e i licenziamenti nel settore pubblico.

Inizialmente, durante la campagna elettorale, Dutton aveva, infatti, affermato che i dipendenti pubblici sarebbero stati obbligati a tornare in ufficio a tempo pieno e che sarebbero stati tagliati almeno 41.000 posti di lavoro. Oggi, però, il deputato avrebbe ammesso che tali proposte sono state un “errore”.

Tale cambio di visione potrebbe essere ricollegabile ad un notevole calo di consensi nei sondaggi, i quali hanno parallelamente mostrato un crescente vantaggio del partito laburista e del primo ministro Anthony Albanese.

Sin da subito, infatti, Albanese aveva duramente criticato le proposte del candidato di opposizione, accusandolo di non comprendere le esigenze delle famiglie moderne e di voler minare i diritti dei lavoratori.

Nonostante la possibile vittoria del partito laburista o della coalizione, i sondaggi suggeriscono  comunque la possibilità di un Parlamento in stallo, simile alla situazione che si è verificata nel Paese nel 2010, quando l’ex primo ministro Julia Gillard fu costretta a cercare il sostegno di altri partiti per formare un governo di minoranza.

Al. Co.

 

grafico in basso

(foto di repertorio)

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