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Accordo USA-Cina su dazi e Terre Rare: intesa strategica all’orizzonte

by MQMariateresa Quattrone
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Un’intesa preliminare tra Stati Uniti e Cina su dazi e terre rare sta prendendo forma, secondo quanto annunciato dal presidente statunitense Donald Trump. L’accordo, descritto come “concluso” ma in attesa dell’approvazione finale sia sua che del presidente cinese Xi Jinping, promette di ridefinire aspetti cruciali delle relazioni economiche tra le due superpotenze. Il nucleo dell’accordo prevede uno scambio strategico: la Cina si impegnerebbe a fornire agli Stati Uniti “tutti i magneti e i minerali rari necessari”.

Le terre rare sono elementi chimici vitali per la produzione di tecnologie avanzate, dalla difesa ai veicoli elettrici, e la Cina detiene una posizione dominante nella loro estrazione e raffinazione, rendendo molti Paesi, inclusi gli USA, fortemente dipendenti da Pechino. In cambio, gli Stati Uniti concederebbero “ciò che è concordato, compresi i visti agli studenti cinesi” che frequentano le università americane, un gesto che potrebbe favorire gli scambi accademici e culturali. Trump ha anche accennato a una ricalibrazione dei dazi doganali, con gli USA che otterrebbero il 55% e la Cina il 10%.

Questo accordo, se confermato, avrebbe profonde implicazioni: potrebbe segnare una distensione nelle tensioni commerciali che hanno caratterizzato gli ultimi anni, garantendo agli Stati Uniti una fornitura cruciale di minerali per la propria sicurezza economica e militare. Al contempo, indicherebbe una possibile evoluzione nell’uso da parte della Cina del suo controllo sulle terre rare come leva geopolitica.

I negoziati, tenutisi a Londra con delegazioni guidate da Jamieson Greer per gli USA e dal vicepremier He Lifeng per la Cina, sono stati descritti come “razionali, approfonditi e sinceri”, suggerendo un tono più costruttivo rispetto al passato. Nonostante l’ottimismo espresso da Trump, si attendono ancora i dettagli precisi e l’approvazione definitiva di entrambi i capi di Stato, ma il riavvio di un dialogo costruttivo su temi così strategici è già di per sé un segnale positivo per la stabilità globale.

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