Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scatenato polemiche a margine del vertice NATO all’Aja, paragonando un presunto raid americano in Iran agli attacchi atomici di Hiroshima e Nagasaki. “Non voglio fare l’esempio di Hiroshima o di Nagasaki, ma in sostanza è stata la stessa cosa”, ha dichiarato Trump, sostenendo che l’operazione statunitense avrebbe “posto fine a una guerra”.
Le affermazioni del presidente, che non hanno trovato riscontro in comunicazioni ufficiali o conferme da parte di altre fonti, si sono concentrate sulla presunta distruzione di siti legati al programma nucleare di Teheran. “Dentro è tutto collassato, i tunnel sono crollati, nessuno può entrare a vedere”, ha aggiunto Trump, rivendicando un successo totale dell’azione militare.
Sorprendentemente, nonostante la gravità del confronto e le implicazioni di un tale attacco, Trump ha poi concluso la sua dichiarazione con un’affermazione distensiva: “Con l’Iran ora andiamo d’accordo”. Questa repentina variazione di tono ha sollevato interrogativi sulla natura e la tempistica del presunto raid, nonché sulla reale situazione dei rapporti tra Washington e Teheran.
Finora, non sono giunte conferme indipendenti riguardo a un attacco americano di tale portata in Iran, né dettagli sui siti specifici che sarebbero stati colpiti. Le dichiarazioni di Trump, pertanto, rimangono al momento prive di riscontro ufficiale e potrebbero essere interpretate come una strategia retorica volta a rafforzare l’immagine di deterrenza degli Stati Uniti.