Un allarme accorato e una denuncia senza mezzi termini risuonano dalle parole di Papa Leone nel suo messaggio per la decima Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato. Il Pontefice ha espresso una profonda preoccupazione per lo stato di salute del pianeta, affermando con forza: “È evidente che la nostra Terra sta cadendo in rovina.”
Il Papa ha collegato direttamente la crisi ambientale alle ingiustizie sociali e politiche globali. “Ovunque l’ingiustizia, la violazione del diritto internazionale e dei popoli, le diseguaglianze e l’avidità producono deforestazione, inquinamento, perdita di biodiversità”, sottolineando come la devastazione ecologica sia intrinsecamente legata alle dinamiche di potere e alla mancanza di equità tra gli esseri umani.
Nel suo messaggio, il Santo Padre ha lamentato i “fenomeni naturali estremi” che affliggono il mondo, attribuendoli al cambiamento climatico. Tuttavia, ha voluto andare oltre, evidenziando come a questi si aggiungano “gli effetti della devastazione umana ed ecologica portata dai conflitti armati”. Un’accusa chiara contro l’impatto distruttivo delle guerre non solo sulle vite umane, ma anche sull’ambiente.
Il Papa ha ribadito un concetto chiave del suo magistero: calpestare la giustizia e la pace significa inevitabilmente colpire i più deboli e indifesi. Il suo messaggio è un forte richiamo alla responsabilità collettiva, invitando a una profonda conversione ecologica e a un impegno rinnovato per la giustizia sociale, condizioni indispensabili per la salvaguardia del “Creato”. La sua posizione continua a fungere da voce critica e profetica nel dibattito globale sulle emergenze climatiche e umanitarie.