Il mondo della cultura e dell’editoria italiana piange la scomparsa di Goffredo Fofi, saggista, scrittore, intellettuale, giornalista e critico cinematografico di spicco, spentosi oggi all’età di 88 anni. La sua lunga e prolifica carriera ha segnato profondamente il panorama intellettuale del Paese, lasciando un’eredità di pensiero critico e impegno civile.
Fofi è stato un infaticabile ideatore e animatore di importanti riviste culturali, veri e propri fari per generazioni di lettori e intellettuali. Tra le sue creazioni più note si ricordano Linea d’ombra, La Terra vista dalla Luna, Ombre Rosse, Lo Straniero e Gli Asini, piattaforme che hanno ospitato dibattiti vivaci e contributi fondamentali sulla società, la politica e l’arte.
Oltre al suo ruolo di editore e saggista, Goffredo Fofi è stato un apprezzato critico cinematografico, ricordato in particolare per la sua rivalutazione critica dell’opera di Totò. Con volumi come Totò, l’uomo e la maschera e Totò. Storia di un buffone serissimo, ha contribuito a elevare il principe della risata da icona popolare a figura complessa e sfaccettata, analizzandone il genio artistico e il ruolo nella cultura italiana. Il suo impegno non si è limitato al mondo delle lettere e del cinema.
Fofi è stato un intellettuale profondamente calato nella realtà sociale, dedicando la sua attenzione e il suo acume critico a temi come la lotta alle mafie e il contrasto alla disoccupazione. Un esempio emblematico del suo impegno civile è l’importante inchiesta “L’immigrazione meridionale a Torino”, un lavoro che ha gettato luce su dinamiche sociali cruciali, contribuendo a una maggiore comprensione dei fenomeni migratori interni all’Italia. Con la sua scomparsa, l’Italia perde una voce autorevole e originale, un pensatore libero e un critico acuto che ha saputo interrogare la contemporaneità con passione e rigore.