Un’ombra scura si allunga sull’Italia, rivelando una realtà sociale drammaticamente in crescita: la deprivazione alimentare, che nel 2023 ha colpito oltre 5,9 milioni di persone, un aumento di 680mila individui rispetto all’anno precedente.
Questo dato, emerso dal dossier “Fragili Equilibri” di ActionAid, non è un semplice numero, ma il grido silenzioso di quasi 6 milioni di vite costrette a fare i conti con la fame e la privazione. L’allarme è acuto, con 4 milioni di famiglie a rischio, strette nella morsa dei rincari generalizzati, in particolare quelli dei prodotti alimentari, che nel 2023 hanno registrato un balzo del 9,8%.
Una spesa, quella per il cibo, che paradossalmente è la prima a essere tagliata, una scelta dettata dalla disperazione che compromette la salute e il futuro. Non è un fenomeno indistinto: la deprivazione alimentare ha volti precisi. Colpisce maggiormente i 35-44enni, spesso intrappolati in un mercato del lavoro precario, e naturalmente i disoccupati o i lavoratori con contratti instabili. Anche chi vive in affitto si trova in una posizione di maggiore vulnerabilità, con il reddito eroso dalle spese abitative.
Le disuguaglianze emergono anche dall’analisi delle diverse nazionalità: il 23,4% degli extraeuropei soffre di deprivazione alimentare, una percentuale che scende al 18,2% tra gli europei (non italiani) e al 10,5% tra gli italiani. E nel Sud Italia, un dato straziante: le donne migranti sono le più colpite, incrociando precarietà economica, sociale e geografica in un destino di maggiore fragilità. Questa è la fotografia di un’Italia che deve interrogarsi e agire, perché il diritto al cibo non sia più un privilegio, ma una certezza per tutti.
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foto di GNS