Una serie di forti scosse di assestamento ha aggravato la situazione in Afghanistan orientale, già devastato dal terremoto che ha colpito la regione nel fine settimana. Le nuove scosse, una delle quali ha raggiunto magnitudo 5.6, hanno ferito almeno 10 persone e accrescono il timore di ulteriori vittime e distruzioni.
Il terremoto iniziale di magnitudo 6.0, avvenuto domenica, ha causato la morte di oltre 2.200 persone, rendendolo il più letale che il Paese abbia affrontato da decenni. Secondo l’US Geological Survey, l’ultima delle cinque scosse superficiali è stata registrata venerdì mattina, ed è stata avvertita fino a Kabul e Islamabad, la capitale pakistana.
Le nuove scosse hanno colpito otto province, tra cui Kunar, Nangarhar e Laghman, già duramente provate. Un portavoce dell’autorità nazionale afghana per le catastrofi ha confermato i nuovi feriti, che si aggiungono ai più di 3.700 del terremoto iniziale. Con le abitazioni della regione costruite principalmente con materiali tradizionali, molte famiglie hanno preferito rimanere all’aperto, o vivere in tende, per timore di crolli.
La situazione è complicata dall’interruzione degli sforzi di soccorso, a causa delle frane e dei detriti che hanno bloccato le strade. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha evidenziato come l’accesso ad alcuni villaggi sia reso difficile e ha lanciato un appello per maggiori fondi.
L’OMS ha inoltre messo in guardia dal rischio di malattie dovute ai rifugi sovraffollati e alle condizioni igieniche precarie, aggravate dal recente afflusso di afghani deportati dal Pakistan che sta mettendo sotto forte pressione il già fragile sistema sanitario.
Subito dopo il disastro, il governo talebano ha lanciato un appello urgente alla comunità internazionale per ricevere aiuti.
Al. Co.
