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Identificati 51 bambini durante la task force internazionale contro lo sfruttamento sessuale dei minori

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Un totale di 51 minori vittime di abusi sessuali sono stati identificati durante la 17a edizione della Victim Identification Task Force (VIDTF17). L’operazione si è svolta nell’arco di due settimane, dall’8 al 19 settembre 2025, presso la sede centrale di Europol. 27 esperti di Europol, INTERPOL e 22 paesi in tutto il mondo hanno lavorato fianco a fianco per analizzare le immagini di minori vittime di abusi non identificati, al fine di identificarli e tutelarli.

Gli esperti che hanno partecipato alla task force hanno analizzato oltre 300 set di dati relativi alle vittime di sfruttamento sessuale minorile (CSE). Gli analisti hanno esaminato vittime di entrambi i sessi, dai bambini piccoli agli adolescenti, con diverse origini etniche e di diverse nazionalità. A seguito dell’operazione, alle autorità nazionali sono state inviate 213 piste per ulteriori indagini.

Catherine De Bolle – Direttore esecutivo dell’Europol

Il materiale pedopornografico può essere creato in una singola stanza, ma diffondersi istantaneamente in tutto il mondo, infliggendo ai bambini traumi permanenti. Grazie ad analisi avanzate, analisi forensi digitali e una stretta cooperazione internazionale, Europol a volte riesce a localizzare la stanza stessa in cui si è verificato l’abuso. Ma troppo spesso ci troviamo fuori da quella porta, sapendo cosa è successo dentro, ma senza la chiave per salvare il bambino. La 17a edizione della Victim Identification Taskforce di Europol è stata un successo straordinario. Eppure dobbiamo chiederci: quanti altri bambini avremmo potuto salvaguardare se avessimo avuto gli strumenti digitali e le chiavi giuste? Ecco perché non dobbiamo limitarci ai vecchi modi di pensare. Dobbiamo adottare misure coraggiose e innovative per proteggere ogni bambino possibile.

Aumento del CSAM e strumenti sofisticati: una corsa contro il tempo

La Victim Identification Task Force (VIDTF) è stata istituita per la prima volta nel 2014. Da allora, il numero di set di dati analizzati è aumentato in modo esponenziale, parallelamente al database di Europol, creato nel 2006 e che ora contiene oltre 111 milioni di foto e video unici sullo sfruttamento sessuale dei minori.

Oltre al crescente volume di immagini, lo scambio di materiale pedopornografico (CSAM) sembra ora essere molto più frequente che in passato, probabilmente grazie all’accessibilità e all’ampia capacità di archiviazione dei telefoni cellulari. Parallelamente, il CSAM generato dall’intelligenza artificiale è diventato uno dei principali metodi con cui i criminali producono, acquisiscono e archiviano tale materiale.

Nel corso degli anni, i trasgressori hanno avuto accesso anche a strumenti e risorse più sofisticati. Oggi condividono persino tutorial sui forum del dark web che spiegano come creare materiale pornografico iperrealistico generato dall’intelligenza artificiale.

Oltre 1.000 vittime tutelate riunendo i partner 

Le autorità nazionali spesso non dispongono degli strumenti e delle risorse umane necessari per gestire la quantità di materiale pedopornografico creato e diffuso. Ecco perché la Victim Identification Task Force è così preziosa nella lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori: riunisce esperti di diverse nazionalità, facilita la comunicazione e rafforza la cooperazione tra le forze dell’ordine di tutto il mondo.

Nelle precedenti sedici edizioni del VIDTF, le autorità hanno tutelato un totale di 1.010 vittime, arrestato 301 autori di reato, analizzato 8.005 set di dati e distribuito 2.266 pacchetti di intelligence ai partner di Europol. Uno dei successi più memorabili si è verificato nel settembre 2024, durante il 15° VIDTF tenutosi presso la sede centrale di Europol. 

Uno degli investigatori ha analizzato un video che mostrava brutali abusi sessuali ai danni di un bambino di cinque anni, commessi da un uomo adulto. Poiché i dettagli del video non erano sufficienti a identificare i soggetti o il Paese in cui era stato prodotto, sono stati effettuati ulteriori controlli nei database di Europol. Ciò ha portato alla scoperta di un secondo video che mostrava gli stessi soggetti coinvolti in atti simili. 

Quando i controlli incrociati effettuati hanno individuato la Francia, gli specialisti francesi che partecipavano al VIDTF hanno preso in carico l’analisi, mentre i loro colleghi in Francia hanno avviato un’indagine. La vittima raffigurata in entrambi i video è stata identificata e messa in sicurezza, e il colpevole è stato arrestato.

Ulteriori indagini hanno rivelato che il sospettato aveva abusato sessualmente e torturato altre due vittime, di due anni e sei mesi, insieme ad altri quattro uomini. I cinque aggressori si erano incontrati in gruppi ospitati su piattaforme crittografate end-to-end. Si erano anche registrati mentre abusavano dei tre bambini e avevano condiviso i file online. Tutte le vittime sono state salvate e protette.

Appello dell’Europol: rintracciare un oggetto

L’Europol ha recentemente pubblicato nuove immagini sulla piattaforma “Stop Child Abuse – Trace an Object” , invitando tutti i cittadini a esaminare gli oggetti provenienti da casi irrisolti di abusi sessuali su minori e a verificare se ne riconoscono qualcuno. Nessun indizio è troppo piccolo: anche il più piccolo dettaglio può aiutare a identificare e proteggere un bambino vittima di abusi sessuali.

L’obiettivo principale è risalire all’origine degli oggetti raffigurati. Chiunque ne riconosca uno può fornire informazioni a Europol in forma anonima. Una volta identificato il Paese o il luogo, Europol informerà l’autorità di polizia competente per ulteriori indagini. L’obiettivo è accelerare l’identificazione sia della vittima che dell’autore del reato.

comunicato stampa – fonte: https://www.europol.europa.eu/media-press/newsroom/news/51-children-identified-during-international-taskforce-against-child-sexual-exploitation?mtm_campaign=press-releases-just-published-20250922&utm_term=press-releases-just-published&mtm_source=newsletter&mtm_medium=email&mtm_content=title&mtm_group=news

Europol

foto di GNS

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