Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presieduto questo pomeriggio, in prefettura a Pordenone, una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata dal prefetto Michele Lastella.
Erano presenti il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, e il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava.
Dopo l’incontro il titolare del Viminale si è trasferito a Trieste, presso il Palazzo della regione, per presenziare alla firma del Protocollo d’intesa per la promozione della sicurezza integrata tra il presidente della regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, i prefetti di Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone e il presidente di Anci FVG, Dorino Favot.
La giornata era iniziata a Gorizia con l’inaugurazione della nuova questura e la deposizione di una corona d’alloro al monumento dedicato ai caduti della Polizia di Stato. Presente alla cerimonia anche il capo della Polizia, Vittorio Pisani.
«La nuova questura di Gorizia non è soltanto un edificio: è una casa della sicurezza, un presidio di fiducia, un luogo in cui i cittadini possono riconoscere la presenza dello Stato. Qui lavoreranno donne e uomini che hanno scelto, ogni giorno, di mettere al centro della propria vita il bene comune, con coraggio, professionalità e sacrificio.
La nuova questura non sarà soltanto un centro operativo, ma anche un ponte tra istituzioni e cittadini. Perché la sicurezza si costruisce insieme: è una responsabilità collettiva, che nasce dall’educazione, dalla cultura della legalità e dal rispetto reciproco Oggi riaffermiamo un impegno morale: quello di custodire e rafforzare i valori che ci tengono uniti come cittadini e come nazione», aveva dichiarato Piantedosi nel corso del suo intervento.
Successivamente, il titolare del Viminale si era recato Malborghetto in Valbruna, in provincia di Udine, per prendere parte ad un convegno organizzato in occasione dei 40 anni del Fondo edifici di culto (Fec), avente come tema principale la Foresta di Tarvisio – bene di proprietà del Fondo- alla quale è stato, tra l’altro, dedicato il calendario 2024 “Le stagioni di Tarvisio”.

foto di GNS