La Moldavia si orienta in modo netto verso l’Europa: l’esito delle recenti elezioni legislative anticipate ha segnato un’importante vittoria per le forze pro-occidentali, consolidando la posizione della Presidente Maia Sandu il cui partito, il Partito d’Azione e Solidarietà (PAS), ha conquistato la maggioranza relativa con il 44,13% dei voti, assicurandosi una solida base per la realizzazione del programma di riforme filo-europee.
Il principale sfidante, il Blocco Patriottico, si è attestato al 28,25%, mentre altre formazioni hanno contribuito a frammentare il panorama politico: in particolare, il Blocco Alternativo pro-europeo ha raggiunto il 9,22%, seguito da Il Nostro Partito con il 6,35% e Democrazia in Patria con il 5,72%, secondo quanto riportato dall’agenzia TASS.
Sebbene il PAS sia la forza singola dominante, le formazioni d’opposizione, sommate, hanno raccolto complessivamente il 49,54% dei consensi, evidenziando una forte polarizzazione nel Paese. A rendere teso il clima post-elettorale è stata la mossa dei leader del Blocco Patriottico che, anticipando la chiusura ufficiale dello scrutinio e senza attendere i dati definitivi, hanno rivendicato la vittoria in modo plateale, organizzando persino un inatteso sit-in di protesta proprio davanti alla Commissione elettorale, un gesto che alimenta il sospetto di un’accettazione non pacifica dell’esito elettorale da parte delle fazioni sconfitte.
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