09:00 – La Flotilla prosegue la sua navigazione verso Gaza. A quanto si apprende da fonti diffuse sui social dagli stessi attivisti sarebbero arrivati nel quadrante di mare a rischio pattugliato dalle navi militari israeliane pattugliano. Più si avvicinano a terra più alto sarà il rischio di avere una reazione dall’esercito di Tel Aviv.
Per questi avvenimenti la gente comune con capisce che esistono delle regole d’ingaggio per le quali esistono procedure stabili dai regolamenti militari. Quanti sostengono che la Flotilla dovrebbe esser lasciata passare, in quanto trasporta solo viveri ed aiuti umanitari, sappiano che molto probabilmente rimarranno delusi, in quanto Israele non può creare un precedente.
In base quest’ultimo un domani un’altra Flotilla e poi un’altra ancora chiederà di passare, impegnando così nei controlli non di routine ma ben più approfonditi uomini e mezzi che potrebbero essere impiegati altrove. E’ semplice logica quegli aiuti li potrebbero lasciare ad un ente benefico e avere la conferma tramite un video che vengano consegnati alla popolazione.
Ed invece no… la missione, la vera missione, viene da credere è far vedere che si può forare il blocco navale di Israele. La vicenda dei civili uccisi a Gaza, molto controversa sulle cifre e sulle modalità, è comunque una questione sotto gli occhi di tutti, e su questa sarà l’ONU a decidere e la storia a dare la versione ufficiale, piaccia o no è sempre finita così, giusta o sbagliata che appaia la vicenda.
La Sumud Flotilla, che comunque al suo interno ha diverse anime di diversa provenienza, tra le quali vi è anche chi genuinamente crede nella causa che persegue, avrebbe già raggiunto il suo scopo. Sensibilizzare il mondo e puntare l’obiettivo sul comportamento militare di Israele.
Nessuno però può basarsi sul fatto che sui social abbia visto, sentito, letto o da amici abbia testimonianze su quanto accade a Gaza. Per muovere accuse occorrono fonti ufficiali. Queste devono essere esaminate e giudicate da istituzioni internazionalmente valide e non da un gruppetto di simpatizzanti dell’una o dell’altra fazione.
E’ imbarazzante che i naviganti della Flotilla abbiano declinato l’invito del coscienzioso e paterno Mattarella a cambiare i piani. E nel contempo “costretto” la fregata militare italiana Alpino e prima di lei un’altra fregata ad “accompagnare” la loro navigazione sino al possibile.
L’incidente internazionale che alcuni sembrano cercare in realtà non ci sarà e lo ha già spiegato il ministro della Difesa Crosetto: ” le unità navali italiane non svolgono funzioni di scorta, né usciranno dalle acque internazionali, qualora la Flotilla dovesse decidere di forzare il blocco israeliano. Anzi uno degli obiettivi è quello di scongiurare tale eventualità ed evitare possibili conseguenze negative“. Le prossime ore saranno decisive per capire come si evolverà una situazione molto rischiosa. Se il contatto con i militari israeliani porterà a più miti consigli …
Da fonti media pare che l’intenzione delle forze israeliane, che già da tempo monitorano la situazione in mare, sia quella di fermare le barchette controllarle e trasferire gli attivisti su loro navi da guerra e portarli al porto di Ashdod.
Fabrizio Pace
