La tensione sociale nel Paese ha raggiunto un punto di ebollizione, trasformando le piazze in veri e propri teatri di scontro, con un bilancio provvisorio che assume i contorni di un bollettino di guerra. Solo nell’ultima serata a Roma, si sono registrati quarantuno operatori di polizia feriti, un numero che si aggiunge ai centoventisei agenti già coinvolti nelle precedenti azioni eversive a Milano, Bologna, Torino e Salerno nei tre giorni precedenti, configurando un quadro di instabilità diffusa.
Tra i casi più gravi documentati nella Capitale, si annovera il ferimento di un agente Digos attinto da un violento calcio all’addome, lesioni che evidenziano la brutalità degli attacchi subiti dalle Forze di Polizia. Le cronache dell’ultimissimo periodo riguardanti i cortei Pro Pal e le proteste per quanto accade in Palestina, hanno causato danni ingenti al patrimonio pubblico e privato, incluse autovetture incendiate e devastazioni urbane che hanno messo “a ferro e fuoco” diverse città.
Il Segretario Generale del sindacato COISP, Franco Pianese, ha denunciato con estrema fermezza questo clima di guerriglia urbana, definendo l’accaduto non un “successo sindacale” bensì una “lotta di piazza” che funge da strumento di scontro politico e non di mera protesta. L’esponente sindacale ha inoltre manifestato pesantemente il suo disappunto nei confronti di alcuni politici accusati di “giocare con la miccia della tensione sociale” e di “vantarsi del numero dei partecipanti” alle manifestazioni, alimentando di fatto una escalation di violenza che compromette l’ordine e la sicurezza pubblica e mette a rischio l’incolumità degli ufficiali in servizio di contenimento.
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