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L’imprenditore Falduto scrive un’accorata lettera aperta all’Onorevole Cannizzaro, dopo il comizio a Piazza Duomo

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rendering di Porto Bolaro Pellaro

Caro Onorevole,

come cittadino e imprenditore reggino, ma anche come chi ha avuto l’onore di amministrare la nostra città in un momento complesso della sua storia, desidero esprimerti apprezzamento sincero per la scelta coraggiosa che ti vede impegnato in prima persona nella sfida più importante: ridare a Reggio Calabria una prospettiva di sviluppo reale.

Il risultato elettorale di Forza Italia e la decisione del Presidente Roberto Occhiuto di autorizzare e guidare personalmente la lista “Occhiuto Presidente” a Reggio Calabria, dichiarando anche la propria disponibilità a candidarsi come capolista, rappresentano un fatto politicamente eccezionale.

Un segnale forte di presenza istituzionale e di coerenza politica che Reggio aspettava da tempo. Da imprenditore che vive ogni giorno le difficoltà e le potenzialità di questa terra, non posso che accogliere con speranza questa novità. Ma l’esperienza mi insegna che le buone intenzioni non bastano. Troppo spesso, dopo le elezioni, chi ha vinto ha poi fatto peggio di chi lo aveva preceduto. Abbiamo trascorso dodici anni aspettando opere e piani che non hanno prodotto alcun beneficio economico reale.

Il Tribunale, il Museo del Mare e il Parco Lineare Sud sono opere perennemente in corso di realizzazione che, anche se completate, non produrranno nessun cambiamento economico reale e vero. Allo stesso modo, il PSC, il Piano Spiaggia e ora persino il “Master Plan”, presentato come visione di futuro, non hanno generato sviluppo né occupazione. Reggio non ha bisogno di altri documenti o promesse: ha bisogno di strumenti attuabili, decisioni immediate e regole che producano crescita.

 

LE DECISIONI REGIONALI DEVONO PRECEDERE LE ELEZIONI

Le grandi riforme e le delibere regionali devono essere approvate prima delle elezioni comunali, in modo che il futuro Sindaco — se sarai Tu — puoi agire da subito, con strumenti operativi e poteri chiari. Reggio non può più permettersi di aspettare. Il suo slogan, “Reggio come la Montecarlo del Mediterraneo”, è affascinante e ambizioso. Ma per diventare realtà serve una Regione che crei le condizioni per una vera economia, capace di attrarre investimenti e sostenere la rigenerazione urbana. Senza riforme, nessuno slogan potrà trasformarsi in futuro.

IL PONTE E LE OPERE COMPENSATIVE

Il Ponte sullo Stretto non è un pericolo ambientale, ma un’infrastruttura positiva e necessaria per connettere Calabria e Sicilia all’Italia e all’Europa, ridurre l’isolamento e creare sviluppo e lavoro. Messina e la Sicilia si sono già sedute al tavolo con il Ministro Salvini, presentando 24 opere compensative. Reggio e la Calabria, invece, no. Un’assenza che rischia di costarci cara. Serve una delibera quadro immediata della Regione, prima del voto, con un pacchetto di opere compensative per la sponda calabrese, che includa:

– la realizzazione della metropolitana di superficie che includa anche la fermata ferroviaria “San Leo – Porto Bolaro” e le altre per avere un vero servizio di trasporto pubblico basato sulla metropolitana di superficie; – la ricostruzione del Porto di Saline e la riqualificazione delle fiumare; – la connessione intermodale dell’Aeroporto dello Stretto; – il riuso delle officine RFI per nuove funzioni produttive.

LE RIFORME DA FARE SUBITO

Per rendere tutto questo possibile, servono atti legislativi immediati da approvare in Consiglio Regionale:

  1. Modifica della Legge Urbanistica Regionale (L.R. 19/2002) – Introduzione del Valore Perequativo Immobiliare (VP). – Istituzione dello Stile Architettonico Prevalente (SAP). – Potere sostitutivo regionale in caso di inerzia dei Comuni nel recepire le direttive urbanistiche. – Promozione dei progetti di rigenerazione urbana con incentivi ai privati e partenariati pubblico-privato.
  2. Richiamo al PQTRP (Piano Quadro Regionale della Portualità e del Turismo Costiero) – Valorizzare i porti turistici, commerciali e pescherecci come rete integrata del turismo nautico. – Includere Saline e Porto Bolaro come nodi strategici di collegamento tra mare, aeroporto e città.
  3. Adeguamento della “Legge per Reggio Calabria” (L. 246/1975) – Prevedere una correlazione tra investimenti e sviluppo economico, non solo opere pubbliche. – Destinare parte delle risorse a infrastrutture produttive e progetti di interesse strategico come Mediterranean Life.

LA VISIONE DI SVILUPPO

Personalmente, con Porto Bolaro e la Marina di Porto Bolaro, abbiamo già tracciato la strada del cambiamento, dimostrando che rigenerare un territorio è possibile quando si uniscono visione, investimenti e amore per la propria terra. Questo percorso può e deve essere consolidato con “Mediterranean Life”, un progetto di economia reale, turistica e ambientale, che dà senso e valore al concetto stesso di sviluppo sostenibile.

CONCLUSIONE

Voglio che sia chiaro: sono favorevole alla tua candidatura, se basata su questi presupposti di riconciliazione tra regole e risultati, tra la politica e l’economia reale. Ma come tanti cittadini, credo che il voto o il “non voto” siano pronti a cambiare posizione se tutto questo dovesse trasformarsi nell’ennesima promessa mancata.

La Montecarlo del Mediterraneo non può nascere dal Comune, ma da chi riesce a creare vera economia, attraverso le leggi, le infrastrutture e il coraggio di cambiare.

Ed è proprio da qui che può partire la nuova speranza di Reggio Calabria.

Pino Falduto – Imprenditore e già Amministratore della Città di Reggio Calabria

 

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